Alfasud - scheda

Discussione in 'AlfaSud' iniziata da AUDACE, 20 Novembre 2009.

  1. #1AUDACE,20 Novembre 2009
    Ultima modifica: 20 Novembre 2009
    Nel 1972 anche per l'Alfa Romeo arriva la trazione anteriore che già all'epoca fece storcere il naso a più di qualche purista del Marchio… il modello, pur se perfettibile, è razionale e moderno: quattro porte, interni abbastanza comodi, motore all'altezza della Casa del Biscione, frenata con quattro dischi (unica nella sua categoria) e tenuta di strada destinata a diventare proverbiale. Tutto questo, pur se unito ad un prezzo non proprio concorrenziale, ne fa sicuramente un modello appetibile per il mercato del tempo ed infatti all'Alfasud arriderà un notevole successo di vendita.
    La piccoladi Casa Alfa, disegnata da Giugiaro nel 1971, è stata però qualcosa di più di una discussione tecnica, fu anche una questione sociale.
    Gli anni settanta furono anni di forti contestazioni sindacali e la decisione di produrre la nuova piccola Alfa nello stabilimento di Pomigliano d'Arco, vicino a Napoli approntato dal 1968, creò non poche polemiche per i notevoli problemi di avvio. A qualcuno non piacque l'idea che scomparisse dal marchio Alfa Romeo la scritta Milano, specie agli operai del nord in cassa integrazione; ...pur tra proteste e contestazioni, l'Alfasud inizia la sua avventura commerciale.
    La vettura è dapprima disponibile in versione berlina a quattro porte con motore 4 cilindri boxer 1186cc per 73cv-SAE, ma era prevista fin dall'inizio una versione a due porte, che nel 1973 diede vita alla versione TI.
    Contraddistinta esteticamente dal frontale a quattro fari circolari, spoiler anteriore e posteriore e nuovi cerchi, manteneva la medesima motorizzazione 1186 ma con cambio a 5 marce e potenza portata a 68cv-DIN grazie all'adozione di un carburatore doppio corpo e di un maggior rapporto di compressione.
    Gli interni erano caratterizzati sportivamente, anche grazie all'adozione di serie del contagiri e alla presenza della strumentazione supplementare al centro della plancia. Nuovo anche il disegno dei sedili con fascia centrale in tessuto.
    Le prestazioni, per l'epoca, erano di tutto rispetto e il canto roco del boxer cominciava ad affascinare sempre di più.
    Nel 1975 si punta all'arricchimento della gamma: arriva infatti l'Alfasud versione Lusso, con dotazione di serie significativamente migliorata e alcuni particolari interni modificati per aumentare il livello di confort del modello, aspetto che, finora, fu un po' trascurato. Contemporaneamente inizia la produzione della poco conosciuta versione Giardinetta, la station wagon a tre porte, più lunga di circa 40 centimetri rispetto alla berlina, con una capacità di carico che poteva arrivare a 1300 litri: come la rispettiva versione berlina 1200, anche questa versione divenne disponibile, dal 1976, nel nuovo allestimento "5m" ovvero con cambio a cinque velocità di serie.
    Se il successo non arrise alla Giardinetta anche per colpa del non particolarmente indovinato design, questo fu invece uno dei punti di forza dell'accattivante versione coupè, la Sprint del 1976, ancora una volta opera della matita di Giugiaro.
    Con questo modello arriva anche un più adeguato motore di 1286 cc per una potenza di 75 cavalli che dal 1977 equipaggerà anche la berlina nel nuovo allestimento Super. Quest'ultima versione, ancora una volta prevede modifiche agli interni: nuovi il volante, il disegno della plancia e i fianchetti delle porte, nonché i sedili bicolore; mentre, esternamente, solo i paraurti con fascia plasticata e pochi altri particolari secondari differenziavano il nuovo modello.
    L'allestimento Super era disponibile anche con il vecchio 1200 a cinque marce che equipaggiava la versione base che rimase in listino.
    La successiva tappa evolutiva risale al 1978: dapprima con la TI e la Sprint e poi anche con la Super, diventano disponibili due nuove motorizzazioni: si tratta di un 1350cc da 79 cavalli e di un 1490cc da 85cv, propulsori che contribuirono ad innalzare notevolmente le prestazioni della vettura che in questi anni cominciava a patire un po' gli attacchi della concorrenza sempre più agguerrita.
    Il 1500 costituì anche l'apice dell'evoluzione del boxer Alfa negli anni settanta, nonché, ovviamente, la punta di diamante della gamma Alfasud, che nel 1979 arrivò a contare nove modelli tra berlina, Giardinetta e coupè Sprint, come si vede dal listino di quell'anno:

    Alfasud N 1200 4m 4 porte
    Alfasud Super 1200 4 porte
    Alfasud Super 1300 4 porte
    Alfasud Super 1500 4 porte
    Alfasud TI 1300 2 porte
    Alfasud TI 1500 2 porte

    Alfasud Giardinetta 1300 3 porte

    Alfasud Sprint 1300 3 porte
    Alfasud Sprint 1500 3 porte

    La piccola di casa Alfa ha avuto una vita di costante evoluzione senza nessuna particolare rivoluzione rispetto al primo modello. Il primo vero restyling degno di questo nome arriva solo nel 1980, quando viene lanciata sul mercato la nuova Alfasud con un riuscito aggiornamento estetico. Nonostante i lamierati siano gli stessi, la nuova versione presenta innumerevoli modifiche esterne dovute a sovrastrutture plastiche un po' pesanti ma capaci di rammodernare il disegno della vettura che risale a ben otto anni prima.
    Le innovazioni riguardano anche gli interni ancora ridisegnati, ma per avere il tanto agognato portellone posteriore bisognerà attendere l'anno successivo: nel 1981, il debutto delle versioni a tre e cinque porte contribuiranno a dare al modello volumi di vendita dignitosi nonostante l'anzianità del progetto si faccia sentire.
    L'arrivo della pensione, infatti, non tarderà ancora molto: nel 1983 viene presentata l'erede "Alfa 33", un auto con carrozzeria totalmente nuova ma che riprende comunque le vincenti soluzioni meccaniche della progenitrice.
    La berlina esce dai listini nel 1984, ma le versioni Sprint, invece, godranno di ottima salute fino al 1989, perdendo il nome Alfasud e adottando motori fino al potente boxer 1700 con 118 cavalli (versione "Quadrifoglio Verde").

    Scheda tecnica della prima Alfasud berlina 4 porte:

    Motore anteriore longitudinale 4 cilindri orizzontali (boxer)
    Trazione anteriore
    Cilindrata di 1186 cc
    Potenza di 63cv-DIN a 6000 giri/minuto
    Freni a disco sulle quattro ruote
    Dimensioni: lunghezza 389 cm, larghezza 159 cm
    Peso: 830 kg
    Velocità massima: 150 km/h
    Consumo medio dichiarato di 7,6 litri per 100km
    Prezzo: Lire 1.420.000 (1972, versione 1200 4 porte)

    Curiosità:
    Come già detto l'Alfasud utilizza un avantreno che, per quel che riguarda i freni, assomiglia al retotreno dell' Alfetta e delle eredi, poiché caratterizzato dai freni "on board". Questa soluzione limitava sicuramente le masse non sospese, ma dava luogo a due effetti indesiderati, sull'Alfasud (poi corretti con l'erede 33, dove i dischi tornano in posizione normale):

    1. Poiché non opportunamente coperti, in caso di strada bagnata, i dischi freni venivano investiti dall'acqua scaricata dagli pneumatici. Questo si traduceva in un forte ritardo della prima frenata, poiché parte dell'energia della frenata veniva spesa per far evaporare l'acqua sul disco, aumentando di molto gli spazi d'arresto. La cosa era particolarmente evidente viaggiando in autostrada poiché le frenate sono rare e molto distanziate tra loro.
    2. Il freno a mano, diversamente da altre auto, agisce sulle ruote anteriori anziché sulle posteriori. Mancando il tipico sollevamento del muso che si ha quando si parte col freno di stazionamento inserito, era frequente dimenticare il freno inserito senza accorgersene. Inoltre questa caratteristica rendeva inutilizzabile l'Alfasud nei rally su sterrato, dove spesso le curve vengono affrontate con l'ausilio del freno a mano.
     

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  3. Argomento davvero interessante futuro collega (SPERIAMO!!!) :)

    L'Alfasud mi è sempre piaciuta, in tutte le versioni specialmente la 1.5 TI Quadrifoglio Verde e la 1.5 Quadrifoglio Oro!

    Non dimentichiamo i prototipi ESVAR e SVAR, derivate dalla Quadrifoglio Oro e sviluppate per contenere i consumi e, attraverso un irrobustimento della scocca, più sicurezza per il pilota e ospiti!

    Alcune versioni speciali che mi vengono in mente sono la Junior del 1982 dotata del 1200 Boxer da 60 CV circa ,se non erro, e la bellissima "Valentino" del 1980 equipaggiata dallo stesso motore!

    Piccola curiosità: le Alfasud Super rispetto alle prima serie avevano comunque una zincatura migliore vero? domando perché ricordo una vecchia pubblicità che diceva: "Nuova Alfasud Super nata per stare all'aperto" del 1978!

    Voglio ricordare agli alfisti che denigrano l'Alfasud e ne parlano come se fosse la vergogna dell'Alfa Romeo che questa vettura, grazie alle soluzioni tecniche, motori ed estetica raffinata, nonché tenuta di strada e guidabilità di alto livelo è tutt'ora una Signora macchina, anzi... lei sta in strada senza ESP e manettini vari!

    Ecco come si presentava la gamma nel 1982 all'ultimo aggiornamento:

    Alfasud 1.2/1.2 S/1.2 SC "Super Confort" 63 cavalli
    Alfasud 1.3 SC 79 cavalli
    Alfasud 1.3 TI 88 cavalli
    Alfasud TI 1.5 95 cavalli
    Alfasud Alfasud Quadrifoglio Oro (1.5) 95 cavalli
    Alfasud 1.5 TI Quadrifoglio Verde - 105 cavalli

    :decoccio: e W l'Alfa Romeo!
     
    A AUDACE piace questo elemento.
  4. #3Alfista162B4A,4 Dicembre 2009
    Ultima modifica: 4 Dicembre 2009
    Sì interessante.
    C'è un libro di uno dei padri della Alfasud (Domenico Chirico) che racconta molte vicende legate all'Alfasud. Lì ho letto che il portellone era molto richiesto dal pubblico, ma i progettisti non lo volevano perché riduceva la rigidezza della scocca e la appesantiva.

    I freni inboard hanno anche un altro difetto: nel malaugurato caso (che forse non si è mai verficato) della rottura di un semiasse (o di un suo giunto) si rimane senza quel freno. Circa l'80% della capacità di frenata è legata ai freni anteriori (per il trasferimento di carico in frenata).
    Nelle Alfa transaxle lo stesso guasto non sarebbe un gran guaio, si allungherebbero poco gli spazi di arresto.
     
  5. Non ho mai sentito di un guasto di questo tipo e credo comunque abbia la stessa probabilità della rottura di una sospensione o di un mozzo ruota....:mad:

    Oltrettutto se non ricordo male mi pare che il cicruito frenante fosse "incrociato"... :confused:

    Garantito, soprattutto nella prima serie, che la frenata sotto la pioggia battente era veramente emozionante....:rolleyes:

    :decoccio:

    :decoccio:
     
  6. #5Alfista162B4A,6 Dicembre 2009
    Ultima modifica: 6 Dicembre 2009
    Era stato fatto un elenco di pregi e difetti di una soluzione tecnica e ne ho solo aggiunto un altro: che i progettisti conoscevano bene e ne tennero sicuramente conto (tra l'altro il motore nacque 1500 e diversi prototipi di Alfasud giravano col 1500 proprio per risolvere prima della produzione eventuali problemi, avevano già previsto in partenza la crescita di cilindrata che poi ebbe).
    Se il semiasse è correttamente dimensionato non dovrebbe rompersi nella vita stimata di un veicolo, salvo errori di lavorazione o eventi accidentali, come è per gli altri pezzi che hai citato.
    Certo il circuito frenante sdoppiato è più sicuro, e forse lo scelsero per cautelarsi.
    Però in tutte le auto vanno controllate spesso le cuffie dei giunti omocinetici che col tempo possono fessurarsi (perchè invecchiando il materiale perde elasticità, o per danni accidentali) ed in quel caso, se entra sporco, acqua, fango, i giunti non hanno più vita lunga... e si rompono. Sono eventi che capitano un po' su ogni tipo di auto, e si vedono di frequente. Quel che cambia sono le conseguenze, un conto è non partire un conto aver difficoltà a fermarsi.
    E' bene che gli automolilisti siano sensibilizzati a non scordarsi (come prescritto dall'Alfa) di controllare o far controllare periodicamente le cuffie dei giunti omocinetici in auto con freni inboard. E tanto uno guarda i giunti un'occhiata anche al resto non fa male.
     
  7. Dati di produzione
    Con 1.017.387 unità costruite, l'Alfasud (incluse ti, Sprint e Giardinetta) è una della Alfa Romeo con maggior numero di esemplari prodotti.

    Produzione totale Alfasud: 715.170 auto

    Produzione totale Alfasud Ti: 185.665 auto

    Produzione totale Alfasud Sprint: 116.552 auto


    Alfasud
    anno 1972 21.057 auto
    anno 1973 77.322 auto
    anno 1974 71.609 auto
    anno 1975 9.432 auto
    anno 1976 24 auto
    anno 1982 2.279 auto
    TOTALE 181.723 auto

    Alfasud N
    anno 1974 262 auto
    anno 1975 12.892 auto
    anno 1976 5.720 auto
    anno 1977 7.794 auto
    anno 1978 10.999 auto
    anno 1979 8.754 auto
    anno 1980 4.255 auto
    anno 1981 2.635 auto
    anno 1982 203 auto
    TOTALE 53.514 auto

    Alfasud L
    anno 1975 46.952 auto
    anno 1976 57.138 auto
    anno 1977 48.286 auto
    anno 1978 91 auto
    TOTALE 152.467 auto

    Alfasud Giardinetta 1.2
    anno 1975 1.520 auto
    anno 1976 1.139 auto
    anno 1977 1.095 auto
    anno 1978 45 auto
    TOTALE 3.799 auto

    Alfasud Giardinetta 1.3 (1286 cm³)
    anno 1977 2 auto
    anno 1978 643 auto
    anno 1979 800 auto
    TOTALE 1.445 auto

    Alfasud Giardinetta 1.3 (1350 cm³)
    anno 1979 393 auto
    anno 1980 262 auto
    TOTALE 655 auto

    Alfasud 1.2
    anno 1977 2.863 auto
    anno 1978 21.662 auto
    anno 1979 25.439 auto
    anno 1980 33.500 auto
    anno 1981 33.715 auto
    anno 1982 12.267 auto
    anno 1983 13 auto
    TOTALE 129.459 auto

    Alfasud 1.2 (3 porte)
    anno 1981 4.446 auto
    anno 1982 227 auto
    TOTALE 4.673 auto

    Alfasud 1.2 (5 porte)
    anno 1982 13.581 auto
    anno 1983 7.002 auto
    anno 1984 1 auto
    TOTALE 20.584 auto

    Alfasud Super 1.3 (1286 cm³)
    anno 1977 6.843 auto
    anno 1978 21.997 auto
    TOTALE 28.840 auto

    Alfasud 1.3 (1350 cm³)
    anno 1978 6.305 auto
    anno 1979 11.652 auto
    anno 1980 18.746 auto
    anno 1981 13.245 auto
    anno 1982 5.560 auto
    TOTALE 55.508 auto

    Alfasud 1.3 (1350 cm³ 3 porte)
    anno 1981 4.272 auto
    anno 1982 3.888 auto
    anno 1983 494 auto
    anno 1984 1 auto
    TOTALE 8.655 auto

    Alfasud (1350 cm³ 5 porte)
    anno 1982 9.910 auto
    anno 1983 1.159 auto
    TOTALE 11.069 auto

    Alfasud 1.5
    anno 1978 2.859 auto
    anno 1979 16.543 auto
    anno 1980 15.035 auto
    anno 1981 10.029 auto
    anno 1982 2.634 auto
    TOTALE 47.100 auto

    Alfasud 1.5 (3 porte)
    anno 1981 4.182 auto
    anno 1982 1.453 auto
    anno 1983 160 auto
    TOTALE 5.795 auto

    Alfasud 1.5 Quadrifoglio Oro
    anno 1982 9.768 auto
    anno 1983 2.026 auto
    TOTALE 11.794 auto

    Alfasud ti 1.2
    anno 1973 1.575 auto
    anno 1974 28.159 auto
    anno 1975 21.884 auto
    anno 1976 26.748 auto
    anno 1977 10.361 auto
    TOTALE 88.727 auto

    Alfasud ti 1.3 (1286 cm³)
    anno 1977 9.000 auto
    anno 1978 6.068 auto
    TOTALE 15.068 auto

    Alfasud ti 1.3 (1350 cm³)
    anno 1978 4.129 auto
    anno 1979 4.864 auto
    anno 1980 3.578 auto
    anno 1981 802 auto
    TOTALE 13.373 auto

    Alfasud Ti 1.3 (1350 cm³ 3 porte)
    anno 1981 2.808 auto
    anno 1982 2.028 auto
    anno 1983 1.338 auto
    anno 1984 14 auto
    TOTALE 6.188 auto

    Alfasud ti 1.5
    anno 1978 11.459 auto
    anno 1979 15.848 auto
    anno 1980 8.804 auto
    anno 1981 2.722 auto
    TOTALE 38.833 auto

    Alfasud Ti 1.5 (3 porte)
    anno 1981 7.714 auto
    anno 1982 6.564 auto
    anno 1983 8 auto
    anno 1984 97 auto
    TOTALE 14.383 auto

    Alfasud Ti 1.5 Quadrifoglio Verde
    anno 1982 2.798 auto
    anno 1983 6.295 auto
    TOTALE 9.093 auto

    Alfasud Sprint 1.3 (1286 cm³)
    anno 1976 2.192 auto
    anno 1977 12.046 auto
    anno 1978 4.118 auto
    TOTALE 18.356 auto

    Alfasud Sprint 1.3 (1350 cm³)
    anno 1978 1.164 auto
    anno 1979 1.675 auto
    TOTALE 2.839 auto

    Alfasud Sprint Veloce 1.3
    anno 1980 2.000 auto
    anno 1981 1.060 auto
    anno 1982 741 auto
    TOTALE 3.801 auto

    Alfasud Sprint 1.5
    anno 1978 14.414 auto
    anno 1979 11.287 auto
    anno 1980 122 auto
    TOTALE 25.823 auto

    Alfasud Sprint Veloce 1.5
    anno 1980 13.854 auto
    anno 1981 9.849 auto
    anno 1982 10.296 auto
    anno 1983 192 auto
    TOTALE 34.191 auto

    Sprint 1.3
    anno 1983 2.754 auto
    anno 1984 535*auto
    anno 1985 ? auto
    anno 1986 667 auto
    anno 1987 450 auto
    anno 1988 811 auto
    anno 1989 8 auto
    TOTALE >5.225 auto

    Sprint 1.5
    anno 1983 2.049 auto
    anno 1984 ? auto
    anno 1985 3.063 auto
    anno 1986 2.400 auto
    TOTALE >7512 auto

    Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde
    anno 1983 9.695 auto
    anno 1984 2010*auto
    anno 1885 ? auto
    anno 1986 ? auto
    anno 1987 ? auto
    anno 1988 ? auto
    anno 1989 ? auto
    TOTALE ? auto

    Sprint 1.7 Quadrifoglio Verde
    anno 1987 663 auto
    anno 1988 4.212 auto
    anno 1989 46 auto
    TOTALE 4.921 auto
     
  8. Colori
    Sfortunatamente è abbastanza difficile entrare in possesso delle schede colore dell'Alfasud prima serie e Sprint . Inoltre molte delle schede colore disponibili non diedero informazioni sul periodo in cui un colore fu disponibile per ogni singolo modello o per l'intera gamma Alfasud.

    Alfasud, ti Giardinetta e ti (serie I)
    Rosso Alfa
    Rosso Corallo dal 1975
    Arancio Capua 1977-78
    Bianco Capodimonte
    Blu Posillipo
    Verde Ischia 1972-74 (non per ti e L)
    Giallo Pompei dal 1976
    Blu Procida 1972-74
    Grigio Vesuvio 1972-74
    Grigio Somma dal 1975
    Verde Matese dal 1975
    Giallo Pozzuoli dal 1976 (non per ti)
    Beige Ponza 1972-74
    Verde Faito metallizzato dal 1974 (non per Alfasud N)
    Beige Cuma metallizzato 1974-77 (non per Alfasud N)
    Grigio Nisida metallizzato since 1974 (non per Alfasud N)

    Dopo il lancio dell'Alfasud nel 1972 la scelta dei colori fu ridotta. Oltre il classico Rosso Alfa ci furono due tonalità di blue, Blu Procida e Blu Posillipo, Beige Ponza, Verde Ischia, Grigio Vesuvio e Bianco Capodimonte. Tutti i colori tranne il Rosso Alfa avevano i nomi di località italiane. Posillipo è una piccola città sulla costa vicino Napoli; Ponza, Procida e Ischia sono isole situate nel Golfo di Napoli e Capodimonte è una città sul Lago di Bolsena, a nord di Roma. Grigio Vesuvio era il nome del vulcano di Napoli, il Vesuvio. Circa dal 1975 la sceltadei colori diventò più ampia.

    Alfasud Super, Giardinetta e ti (serie II)
    Bianco Capodimonte (BIOA)
    Blu Posillipo (BLOD)
    Giallo Pozzuoli (GTAS)
    Rosso Corallo (ROAN) non per il mercato italiano
    Rosso Alfa (ROAA)
    Verde Matese (VMSA) non per il mercato italiano
    Giallo Pompei (GPAS)
    Bruno Cilento (BNAS)
    Grigio Indaco (GRIN) non per il mercato italiano
    Verde Pino (VEPI)
    Nero (NEAS) non per Giardinetta
    Grigio Nisida metallizzato (GMAS) non per Alfasud N e Giardinetta
    Marrone Testa di Moro (MTDM) dal 1980 non per Giardinetta
    Verde Faito metallizzato (VMAS) non per il mercato italiano, e Alfasud N e Giardinetta

    Alfasud e Alfasud Ti (serie III)
    Rosso Alfa (ROAA)
    Bruno Cilento (BNAS)
    Blu Posillipo (BLOD)
    Nero (NEAS)
    Marrone Testa di Moro (MTDM)
    Avorio (AVOO)
    Bianco Capodimonte (BIOA)
    Grigio Nisida metallizzato (GMAS)
    Verde Aqua metallizzato (VAMT) dal 1982
    Cuivre metallizzato (RCMT) ab 1982


    Con il lancio della serie III nel 1980 Alfa Romeo introdusse una rinnovata gamma di colori. I colori luminosi degli anni 70 sparirono in favore di colori più accettabili. Cambiarono anche i nomi. Adesso il nome del colore descrive da solo il colore. (Ma chi al mondo vorrebbe come nome del colore il nome del colore della testa o del colore della pelle? In Francia fu anche chiamato Tête de négre... ) L'Alfasud 1.5 QO / GCL fu offerta con tre differenti toni di vernice metallizzata come equipaggiamento standard: Grigio Nisida, Verde Aqua e Cuivre (rame). Qualche QO fu inoltre venduta nel colore Rosso Alfa.

    L'Alfasud Ti 1.5 QV fu disponibile solamente in pochissimi colori: Rosso Alfa, Nero e come optional in Grigio Nisida metallizzato. Questo è l'inizio di una tradizione. Il top di gamma di un modello, da questo momento in poi, fu disponibile solo in tre colori. (ricordiamo l'ARNA 1.3 Ti e la 164 3.0 V6 QV). L'Alfasud Ti 1.3 fu disponibile nei colori metallizzati dell'Alfasud 1.5 QO dal 1982 in poi.

    Alfasud Sprint serie I / II
    Bianco Capodimonte (BIOA)
    Blu Posillipo (BLOD)
    Giallo Pozzuoli (GTAS)
    Rosso Corallo (ROAN) non per il mercato italiano
    Rosso Alfa (ROAA)
    Verde Matese (VMSA) non per il mercato italiano
    Giallo Pompei (GPAS)
    Bruno Cilento (BNAS)
    Grigio Indaco (GRIN) non per il mercato italiano
    Verde Pino (VEPI)
    Nero (NEAS)
    Avorio (AVOO) dal 1980
    Verde Faito metallizzato (VMAS) non per il mercato italiano
    Grigio Nisida metallizzato (GMAS)

    Sprint series III
    Rosso Alfa (ROAA)
    Nero (NEAS)
    Bianco Capodimonte (BIOA) fino al 1986
    Avorio (AVOO) nur Sprint 1.3 fino al 1986
    Marone Testa di Moro (MTDM) solo Sprint 1.3 fino al 1986
    Grigio Nisida metallizzato (GMAS) till 1986
    Verde Aqua metallizzato (VAMT) nur Sprint 1.3 fino al 1986
    Cuivre metallizzato (RCMT) solo Sprint 1.3 fino al 1986
    Bianco Argento metallizzato (BGMT) dal 1987


    Gli aquirenti della Sprint 1.5 QV poterono solo scegliere tra i colori Rosso Alfa, Bianco Capodimonte, Nero e Grigio Nisida metallizzato mentre la Sprint 1.3 era disponibile in ulteriori colori metallizzati (a cominciare dalla gamma colori dell'Alfasud serie III) all'inizio della sua carriera.

    Con il lancio della Sprint 1.7 QV tre colori rimasero in gamma: Rosso Alfa, Nero e il nuovo colore Bianco Argento metallizzato.
     
  9. Trofeo Alfasud in pista a Monza 1977, curva Ascari contorno al G.P. Italia F1

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