Chiuederanno Pomigliano e Mirafiori: il piano Fiat 2016

Discussione in 'Alfa Romeo News' iniziata da Cucciolo1980, 5 Marzo 2012.

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  2. Il discorso è semplice, le vendite di Fiat in Europa sono in calo, anche molto forte.
    E contemporaneamente sta aperto stabilimenti più per opportunità politica ed economica che per reale necessità (vedi quello in Serbia).
    Risultato?

    Intervista a Marchionne:
    La Fiat Auto ha lasciato Termini Imerese. Le restano Mirafiori, Cassino, Atessa, Melfi e Pomigliano. Se non funzionassero le esportazioni verso gli Usa, quanti sarebbero i siti eccedenti?
    «Tutti gli stabilimenti staranno al loro posto. Abbiamo tutto per riuscire a cogliere l'opportunità di lavorare in modo competitivo anche per gli Stati Uniti, ma se non accadesse dovremmo ritirarci da 2 siti dei 5 in attività».

    http://goo.gl/AhXVT

    http://www.linkiesta.it/ecco-perche-la-fiat-chiudera-cassino
     
  3. Pomigliano è un sito che è stato appena ristrutturato con investimenti ingenti, ed ha in produzione un modello nuovo e di grandissimi numeri come la nuova Panda, per cui direi che sono quelli messi meglio del gruppo ed hanno il lavoro garantito per anni, che di questi tempi è quasi un miracolo (e vale per tutti... non solo per Fiat)

    Discorso Mirafiori... proprio su 4Ruote di questo mese si parla che si è ad un punto di svolta partendo dal fatto che ad oggi è un sito enorme non tanto per la scarsa produzione attuale ma in quanto progettato negli anni 30, per una logica di lavoro completamente diversa dall'attuale dove lo spazio e l'enorme numero delle maestranze era richiesto dalla pressochè nulla automazione.

    Mirafiori probabilmente avrà un futuro ma solo su una parte di quanto esiste oggi e per auto non solo destinate all'Europa anche con marchi Alfa e Jeep, il resto dovrà essere convertito ad attività diverse ma anche funzionali allo stabilimento stesso; la nuova e moderna sede del Politecnico di Torino ne è un esempio.
     
  4. Lo stabilimento di Mirafiori sarà totalmente ristrutturato in vista della produzione di nuovi modelli. La Fiat e i sindacati hanno siglato oggi pomeriggio, 21 marzo, l'accordo che prevede il ricorso alla cassa integrazione straordinaria dal 2 aprile prossimo e fino al settembre 2013 a rotazione (le maestranze lavoreranno per un minimo di 3 giorni e un massimo di 10 giorni al mese) per tutti i 5.315 addetti.

    Linee e logistica. Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri e Capi Fiat, firmatari dell'accordo, sono le stesse sigle che lo scorso 23 dicembre hanno sottoscritto il contratto di primo livello che, come previsto, dovrà essere ratificato in Regione il prossimo venerdì 23 marzo. La Casa torinese investirà oltre un miliardo di euro destinato alle aree lastratura, con una nuova linea di produzione realizzata puntando su una maggiore flessibilità nella gestione dei diversi modelli, alla verniciatura, con l'inserimento di una nuova linea di sigillatura con nuovi robot, alla linea-montaggio, con la definizione delle postazioni di lavoro secondo le modalità Ergo Uas e alla logistica, con l'adozione di nuove soluzioni per il trasporto dei materiali.

    I nuovi modelli. I lavori cominceranno nel primo semestre di quest'anno. Il piano firmato da azienda e sindacati era già stato illustrato il primo febbraio scorso: nel dettaglio nello storico impianto piemontese, oltre alle attuali produzioni di Alfa Romeo MiTo e, in relazione alla richiesta di mercato Lancia Musa, ci saranno nuovi modelli destinati ai mercati internazionali tra cui gli annunciati Suv compatto Fiat (anticipato sul numero di marzo di Quattroruote), che partirà a fine 2013 e il Suv Jeep, che andrà in catena dal secondo trimestre 2014

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