Il 70% delle famiglie si sente in povertà

Discussione in 'Salottino Alfista' iniziata da Deltaoscar, 13 Luglio 2008.

  1. Sette famiglie italiane su dieci si "sentono" povere e ritengono inadeguato il loro reddito in rapporto alle necessità quotidiane e a una vita dignitosa, e questa percezione di disagio è massima per chi vive solo.
    Questa stima della "povertà" elaborata dall'Isae, una condizione di malessere che non ha niente a che vedere però con le situazioni di indigenza estrema, e nemmeno con la povertà relativa calcolata dall'Istat.
    Le stime Isae variano, invece, in funzione degli stili di vita, delle abitudini di consumo e persino dell'atteggiamento (ottimista o pessimista) nei confronti del futuro.
    Pur con tutti i caveat (*) rispetto a una definizione ibrida, resta il dato, che è molto elevato e si ricava dalle risposte fornite da un campione di 24 mila soggetti rappresentativi della popolazione italiana.
    Il 70% non è poco e ciò viene attribuito al fatto che gli intervistati avrebbero metabolizzato lo scalino fatto dall'inflazione in seguito all'euro e non avrebbero ancora realizzato appieno l'effetto della recente accelerazione dei prezzi.
    Tuttavia, dalle risposte degli intervistati si ricavano anche attese poco favorevoli e poca propensione ai consumi per i prossimi mesi.
    Gli ultimi dati dell'Istat indicano una soglia di povertà relativa, per un single, pari nel 2006 a € 582. Ma per la povertà soggettiva rilevata dall'Isae, negli ultimi 12 mesi l'ammontare di reddito mensile ritenuto necessario è in media pari a poco più di € 1.300 per i nuclei monocomponenti.
    Per le coppie invece, servono almeno € 1.800, mentre la soglia è fissata a € 2.300-2.470-2.700 circa rispettivamente per le famiglie composte da 3,4 e 5 o + persone.
    Le famiglie che sentono inadeguato il proprio reddito, infine, afferma di aver avuto problemi nel fare la spesa e particolarmente rilevante è l'incremento di chi dichiara difficoltà nell'acquisto di generi alimentari.

    Fonte Il Sole 24Ore
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    (*)
    L'espressione latina "Caveat emptor" significa: "Stia in guardia il compratore!". Deriva dal verbo "caveo" che significa appunto "guardarsi", "stare attento", ma anche "provvedere" e "garantirsi".
    In particolare si dovrebbe prestare maggiore attenzione durante le occasioni d'acquisto più particolari e meno frequenti, quando cioè si compra un bene molto costoso o che esula dai quotidiani comportamenti di consumo.
    L'espressione è divenuta quindi un brocardo, contenente la massima che richiede diligenza al compratore nell'accertarsi di cosa effettivamente vada acquistando ed apre al concetto dell'incauto acquisto.
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    Che quadro triste :mad: e chi l'avrebbe mai potuto immaginare che l'Italia facesse in pochi anni la fine dei paesi del 3-4 mondo.
    Se i ns Governi non prendono seri provvedimenti, non so dove si andrà a finire :mad:
     
  2. Sto caricando...


  3. Come diceva il buon Gianfranco Funari, buonanina, non si è ricchi se si ha la villa con piscina o una Bentley ma se quando si va dal salumiere che ti dice...Dottò è venuto ne etto e mezzo...che faccio...lascio???

    Lascia...lascia...ora posso...
     
  4. Oddio Deltaoscar.....
    dire del terzo o quarto mondo mi sembra un po' esagerato....
    Su questo argomento posso solo dare parte della ragione.
    Io stessa mi lamento che faccio fatica ad arrivare a fine mese...(prendendo 800 euro al mese di stipendio non posso fare la milionaria), però molte volte non ci si accorge che non si sa più vivere facendo delle rinunice o dei sacrifici...
    Esempio molto banale: il cellulare! Il cellulare fino a 10 anni fa manco esisteva....da quando è venuto fuori....la sua funzione base, cioè fare le telefonate, si è rivoluzionato.
    E più si evoluziona il cellulare....e più gli italiani spendono soldi per avere l'ultimo modello da invidia, che tra un po' manco più telefona...ma in compenso forse arriva a farti il caffè!E già stare dietro alla tecnologia....ha il suo costo!!
    Ma oltre al cellulare ...ci si mette il navigatore!! Ma come? fino a qualke anno fa tutti usavano le cartine autostradali....e il tutto città....e mò se non hai il navigatore non puoi viaggiare??
    Per non parlare delle auto.....ke te le fanno pagare 100 euro al mese pur di vendertela....e ke fai..vai in giro con un rottame?? possa essere mai!!!

    Certo non stò negando ke il costo della vita con l'entrata dell'Euro non sia aumentato parecchio, soprattutto per le necessità basilari....però non c'è da negare che ci piace spendere soldi per non fare figuracce e farsi vedere "alla moda con i tempi".
     
  5. Quoto quello che dice Bymbina oggi le cose costano tantissimo però non vogliamo mai privarcene e per questo magari ci si indebita piu del dovuto proprio ieri ho visto la pubblicità della 159 sport tua a soli 159 euro al mese...ma perquanto 1.000 anni???? per carità credo che a tutti piaccia avere l'ultima auto l'ultima moto etc....ma bisogna fare i conti con la realtà delle cose e sull'aumento indiscriminato di tutto cio che ci circonda io non sono ricco e mai lo sarò ma prendo uno stipendio credo dignitoso eppure tolto il mutuo di casa ( a vita) per me rimane ben poco...e come può una persona poi fare progetti o togliersi quelle piccole soddisfazioni che ti fanno cmq andare un pochino avanti nonostante il cresscente pessimismo..semplice non se le toglie e campa uguale....
     
  6. CAROVITA: La crisi più grave dal dopoguerra!!!!

    Lo andavamo ripetendo da tempo, ma ora è ufficiale perchè la constatazione è di Tremonti: la crisi economica che ha investito le famiglie nella prima metà del 2008 è la più grave verificatasi dal dopoguerra ad oggi, e, purtroppo, non si intravede in merito nessuna inversione di tendenza. Anzi, il carovita, alimentato a dismisura dagli aumenti oramai quotidiani del barile di petrolio e dalla crisi dei mutui e a seguire dagli aumenti di tutti gli altri settori (primario, ecc.) che non accenna a placarsi causando pesanti ripercussioni negative sui mercati europei, sembra inarrestabile.

    Questo stato di cose, tenendo conto che stipendi e pensioni non hanno avuto una significativa rivalutazione da 15 anni risultando inferiori negli importi rispetto alla media europea secondo le rilevazioni Ocse, ha provocato inevitabilmente una forte diminuzione del potere d'acquisto e quindi un crollo verticale dei consumi specialmente nel settore alimentare ma anche in quei settori merceologici che non risentono di fattori stagionali.

    A leggere i dati ufficiali forniti dall'Istat sull'andamento del mercato interno del Paese si ha la netta impressione di trovarsi di fronte ad un bollettino di guerra che enumera asetticamente ma con grande precisione le perdite subite sul campo dall'economia nazionale.
    Un'autentica debacle dalla conclusione scontata: grandi difficoltà se non chiusura per i piccoli e medi esercizi commerciali, tenuta incerta per la grande distribuzione, famiglie e consumatori sull'orlo del baratro.

    Far fronte ad una simile drammatica situazione non è certamente semplice specialmente per un Paese come il nostro dall'elevatissimo debito pubblico e quindi assai limitato negli interventi di sostegno e per di più soggetto ad una dipendenza energetica dall'estero che non ha eguali in Eurolandia e che assorbe elevatissime risorse economiche abbinate ad un enorme e sconsiderevole sperspero di denaro pubblico nell'apparato dello Stato.

    Quadro tragico questo che, tuttavia, non deve indurre alla passività ma sollecitare i nostri governi ad intraprendere tutte le azioni possibili almeno per mitigare gli effetti di una così difficile congiuntura.
    Innanzitutto bisogna battere questa speculazione (peste del 21mo secolo) questa infezione estesa con interventi molto energici anche a costo di intervenire con provvedimenti ad hoc e senza girare intorno ai problemi.
    Contestualmente l'esecutivo deve porre tutto l'impegno possibile per ridurre la pressione fiscale su stipendi e pensioni e soprattutto alle aziende in quanto se le aziende sono tartassate perchè costrette a risanare le casse dello Stato, chiuderanno i battenti andando all'estero così gli operai e tutti i lavoratori perderanno il posto di lavoro con migliaia di famiglie costrette alla povertà. Conviene allo Stato addossare tutto sulle aziende????? certo che no!!!!!!!!
    Ridurre sensibilmente le accise che alimentano in buona parte l'aumento dei prezzi del carburante.
    Molto altro ci sarebbe naturalmente da proporre e quindi da fare.
    Spetta ora al Governo attuare una politica di intervento che restituisca un pò di serenità ai cittadini.
    Ci attendiamo perciò, a breve, fatti concreti e, per quanto possibile, RISOLUTIVI!!!!!!! :cool:

    Speriamo che queste non rimarranno soltanto parole al vento!!!
    Diffondete il tutto
     
  7. Stiamo arrivando ad un punto molto serio ma la bella e che nessuno vuole dirlo: l' Italia non è più un paese ricco! :mad: dopo il benessere del dopoguerra stiamo tornando indietro arriveremo chissà a quale punto:WC:
     
  8. bravo caro vedo che inizi ad aprire gli occhi!!!
    Purtroppo il problema è quello che i giornalisti devono tenere a freno questo fenomeno non raccontando la verità in quanto l'opinione pubblica se si turba e spaventa può generare una massa incontrollabile di rivoluzionari e questo lo vogliono evitare i politici e tutti quelli che vivono in quell'ambiente.
    Solo fesserie si sentono in tv e sui giornali, la verità non la diranno mai.....:mad::mad::mad:
     
  9. se per caso dicono la verità non immagino il bordello nero che succede in Italia. tra petrolio e tasse varie la gente non arriva alla 2 settimana del mese con uno stipendio di 1000€, in pratica per vivere devi avere 2000€ al mese:eek: dove stiamo arrivando.: protest :.
     
  10. Purtroppo questa è la società in cui viviamo :mad: un continuo scarica barili dei problemi e nel trovare chi è il colpevole!!!
    Che ci riserverà il futuro??? ............... chi vivrà, vedrà!!!
     
  11. quoto in pieno.........hai fatto cento!!!!!!.... aggiungo condizzionatore in casa......ma una volta non c era il caldo?!! .....e i vari abbonamenti mensili alle tv,internet e chi più ne ha più ne metta........