In vendita l'auto a idrogeno

Discussione in 'Ecologia' iniziata da Davide_QV, 13 Settembre 2006.

  1. Entro con ritardo relativo in una discussione interessante che però vedo arenata da parecchi mesi. Peccato. Spero comunque che "rilanciando" venga ravvivata e che qualcuno magari apporti aggiornamenti e qualche idea originale. E' indubbio che, in prima istanza, lo sviluppo dei combustibili alternativi al petrolio e relativi derivati sia fortemente osteggiato dalla potentissima lobby dei petrolieri. Questi sono in grado di condizionare la politica mondiale, figuriamoci quindi se non detengono il controllo assoluto del mercato energetico a bassa tecnologia. Le alternative come l'utilizzo dell'idrogeno vengono per ora confinate al puro "fumo negli occhi" (chi è anzianotto come me ricorderà che, in piena crisi petrolifera 1974, venne annunciata la scoperta di provvidenziali ricchissimi giacimenti di petrolio nel piacentino...) come il dono delle auto ad idrogeno (veri gioielli di tecnologia) ai VIP. L'ultima che ricordo è quella omaggiata al governatore lumbard Formigoni. Che fine avrà fatto? l'ultima volta che l'ho visto, invitato ad aprire la stagione musicale del maggio 2007 in quel di Legnano, ci venne blindato su un convoglio con tre vetture della scorta, naturalmente e rigorosamente a benzina. Tornando al merito che più ci interessa, il vero nocciolo del discorso è, come Lybra ha giustamente evidenziato, come si origina la catena energetica, perchè, fondamentalmente, se produco idrogeno per dissociazione elettrolitica io utilizzo energia elettrica. Se questa è prodotta dalla combustione fossile siamo a zero, se non sottozero, in quanto la sequenza di trasformazione è, in breve, questa:
    1. Combustione del fossile (carbone o olio combustibile) - parte dell'energia se ne va su per il camino, parte riscalda l'acqua per produrre il vapore in caldaia.
    2. Trasformazione dell'energia termica in energia cinetica in turbina - altra parte di energia che se ne va in diversi modi (dispersione termica, attriti, ecc.).
    3. Trasformazione dell'energia cinetica portata dall'albero turbina all'alternatore in energia elettrica alternata trifase, con altro codazzo di perdite per correnti parassite e compagnia cantante.
    4. Trasporto dell'energia dalla centrale alla sottostazione locale, con perdite per resistenza dei cavi in rame, proporzionate alla distanza percorsa.
    5. Trasformazione dell'alta tensione (15000 V) in bassa tensione (500 V) alla sottostazione, trasporto alla cabina utente, nuova trasformazione da 500 a 380 V trifase. Anche qui le perdite di carico non sono trascurabili.
    6. Finalmente la corrente arriva dove deve fare il "lavoro". Sarà finita? Certo che no! Per ottenere la dissociazione elettrolitica la corrente deve essere ancora trasformata da trifase alternata a continua. Per capire quanta di essa se ne va in calore, sarebbe sufficiente sentire la temperatura di un "trafo". Siamo sui 60 - 65 °C. In estate, quasi ci potreste friggere un uovo.
    7. Last. but not the least, siamo finalmente nel produttore di idrogeno. Anche qui però lasciamo sempre preziosa energia "sul campo". Le celle a soda caustica generano perdite termiche e poi abbiamo (anche se piccole) elettrovalvole, pompe di circolazione, scambiatori, chillers di raffreddamento. Ma non è finita qui... l'idrogeno, puro al 99,9 %, contiene una frazione di umidità che deve essere eliminata. Dovrà passare in un purificatore che provvederà a togliere l'umidità ma anche questo funziona ad energia elettrica e, per di più, consuma Azoto che gli deve essere fornito.
    Alla fine, se la trafila è questa, il vecchio ciclo Otto, per il momento, paga meglio...
    Un cordiale saluto a tutti e... avanti col dibattito!:decoccio:
    Len
     
  2. Verissimo Len ! E infatti è ancora il più diffuso a livello mondiale.

    Il problema però è che quanto prima (forse troppo prima), ci troveremo ad affrontare una realtà che trovo "simpaticamente" (sic ...:smiley_029:) rappresentata in tutta la sua drammaticità in questo breve cartone ...

    [youtube]Ulxe1ie-vEY[/youtube]
     
  3. Ebbene Tibe, nel 1974 uscì un libro "I Limiti dello Sviluppo" che era la relazione di un gruppo di esperti internazionali che operava coordinato dal Massachussetts Institute of Technology (meglio conosciuto con l'acronimo MIT, quindi gente che non veniva dal dopolavoro di Roccacannuccia) e finanziato dal Club di Roma. Un lavoro serio, ponderoso ed elaborato in un biennio circa, costruendo modelli matematici per elaborare tutti i dati economici, politici, tecnologici ed ambientali disponibili all'epoca. Copia del rapporto fu inviata alle più importanti personalità politiche ed economiche mondiali. Il lavoro fu preso parecchio sottogamba dai politici che allora e dopo di allora gestivano le sorti del mondo. Questi scienziati furono considerati, nel migliore dei casi come innocui mattacchioni, quando non vennero additati quali pazzi visionari o inutili profeti di sventura. RIletto a 30 e passa anni di distanza è agghiacciante riscontrare nelle previsioni allora fatte una impressionante aderenza a quella che è stata la realtà economica, sociale ed ambientale da allora a venire ai giorni nostri. Questo per dire che i segnali per decidere di programmare una conversione energetica adeguata esistevano già da tempo. Con questo, non credo comunque che si arriverà ad una crisi mondiale irreversibile. Secondo me gli gnomi mondiali del potere economico stanno giocando una sottile partita per sfruttare le risorse petrolifere ( e quindi i loro investimenti) fino all'osso, per poi passare ad altre fonti energetiche di cui naturalmente si sono ben curati di aggiudicarsi pian piano, senza che nessuno se ne accorga, i monopoli. Probabilmente però, sono stati troppo ottimisti nel prevedere che i cambiamenti climatici fossero maggiormente prevedibili e quindi facilmente controllabili.
    Un saluto :decoccio:
    Len
     
  4. Nessun catastrofismo Len … per carità ! ;)
    E’ proprio per quello che mi è piaciuto sdrammatizzare rappresentando il problema con un cartone.

    Resta purtroppo vero che quello della mancanza di materia prima (petrolio) è il vero problema che gli "gnomi" dovranno coscienziosamente affrontare per i prossimi anni al di là di ogni logica politico/militare e perché no … anche con l’aiuto degli amici del dopolavoro di Roccacannuccia piuttosto che degli scienziati del MIT !
     
  5. Triste verità...
     
  6. Un aggiornamento in funzione della valutazione dei costi: in queste ultime settimane ho analizzato i costi di produzione dell'idrogeno, dovendo esaminare in azienda cosa fare alla scadenza del nolo dell'impianto di dissociazione elettrolitica che produce idrogeno utilizzato nel nostro processo produttivo. Parliamo di 1.16 Euri per metro cubo alla pressione di 4.5 bar, nell'ipotesi di produrre 25 metri cubi all'ora per circa 4000 ore/anno ed una produzione globale di 125000 metri cubi.
    I vostri commenti? :decoccio:
     
  7. e quanti metri cubi servono ad un auto per fare 100 km???
     
  8. So che questo è il modo avanzato e verde per produrre energia, ma è necessario l'intensità della luce del sole per lunghi periodi di tempo per l'energia sufficiente.
     
  9. Dobbiamo pensare la nostra energia naturale, perché c'è così tanto importanti passi che cosa dovrebbe fare il governo per il nostro futuro energetico e per la prossima generazione di leader wource energia. quindi dobbiamo pensare a un'alternativa come l'energia nucleare.
     
  10. io invece mi domando non tanto all'idrogeno che potenziale ha, ma come viene prodotto...........prelevandolo dai carburanti?
    Si rilascia CO² comunque, tipo immettere in un tunnel metano e acqua a X°C si crea H² e CO² come prodotto...