La 33 : l’Alfa in Boxer

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anviott

Nuovo Alfista
24 Febbraio 2015
15
3
4
SV
Regione
Liguria
Alfa
GTV
Motore
2.0 6V Turbo
Altre Auto
Fiat Spider 1.4
Fiat Coupé 2.0 5valvole Turbo
Fiat Coupé 2.0 5 valvole
Matra Bagheera 1.3
Lancia Beta coupé 1600
Delta 1600 Lancia
Lancia Fulvia
Anche l’Alfa si convertì al boxer all’inizio degli anni ’70, sotto la regia dell’ Ing. Carlo Chiti e di Rudolph Hruska, già collaboratore non solo di Ferdinand Porsche , ma anche di Fiat, Simca, Cisitalia e Abarth. Un decennio prima il Prof. Fessia alla Lancia aveva creato con la Flavia il primo boxer italiano di serie e tempo dopo, negli anni ’80, si ripeté con la Gamma. Chi non ricorda la T12 , la Ferrari boxer di formula1 che vinse i due campionati del mondo del ’75 e ’77, mentre perse nel ’76 in Giappone, all’ultima gara. Infatti, quell’anno dopo la drammatica uscita di Lauda al Nürburgring , il subitaneo ritorno alle gare a Monza poche settimane dopo, non fu sufficiente.
Il boxer grazie all’abbassamento del baricentro del blocco motore e dell'intero veicolo rispetto ai motori in linea e a V, presenta notevoli vantaggi in termini di minore rollio e migliore tenuta di strada. Gli svantaggi sono il maggiore ingombro e la maggiore complessità, cioè 2 bancate e 2 testate, con conseguente duplicazione degli organi di distribuzione e di aspirazione e scarico.
L’Alfasud e dopo la 33 , erano famose non solo per le prestazioni , ma anche per il caratteristico rombo dalla tonalità “rauca” del boxer, un'icona delle vetture medie della Casa del Biscione del tempo.(NdR : forum Quattroruote del 2009).
Il design della carrozzeria di Ermanno Cressoni era il più evidente punto di forza della piccola Alfa, che presentava in quattro metri esatti (401 cm), un frontale affilato - con uno scudetto dalla curiosa forma pentagonale - ed un mezzo volume di coda relativamente alto, raccordati da una linea a cuneo e da un padiglione molto profilato. (ndr : Da Omnia Auto , Ottobre 2006).
Ricordo le testate sportive dell’epoca : “La proverbiale tenuta di strada, la brillantezza di guida, fatta di agilità e accelerazione e, non ultimo l'inconfondibile e accattivante rombo che per più di un decennio diede voce all'Alfasud, facevano della 33 una vettura con tutte le carte in regola della sportiva”.
La mia 33 di fine anni ’80, 1,3 di cilindrata , seconda serie brevemente “33”, era di colore grigio medio metallizzato, interni in “Alfatex” , vetri elettrici e chiusura centralizzata.
Quali episodi vuoi ricordarmi, cara 33 ? Le lunghe galoppate di buon’ora sulla A1 e , dopo Bologna, la A14 fino a Civitanova Marche, d’infilata , poi Tolentino alla manifattura di abbigliamento , famosa non solo in quei luoghi, ma anche altrove, per mettere su il sistema di Controllo. L’anno dopo, ancora più giù, fino a Vasto, alla vetreria ora dell’Inglese Pilkington, per i servizi di consulenza richiesti.
E al ritorno dai ricorrenti viaggi a Torino, allo svincolo di Badia Pavese, dopo Castel San Giovanni, quando, incrociando i grandi occhi neri di Annalisa spuntare insistenti dal parabrezza della 33, segnalavo la mia presenza sbracciandomi a più non posso . L’immediata frenata alla piazzola vicina significava la gioia dei baci e delle carezze di quell’incontro.
I ripetuti viaggi a Novoli, all’uscita di Firenze Nord dell’autostrada del sole, per le riunioni di lavoro all’industria olearia locale , riunioni di solito animate ma anche controverse . La mattina seguente il viaggio a Genova, nell’Ottobre di quell’anno sotto un torrente di acqua, un diluvio che in questi luoghi spesso appare senza fine. E la terribile sbandata che si concluse alla fine contro il guardrail alla mia destra, dopo vari testa-coda, mentre le altre auto miracolosamente mi sfioravano senza però toccarmi. Ringrazio ancora il cielo dello scampato pericolo. Poi la lunga attesa del carro attrezzi ed il mesto ritorno in treno. Come si vuol dire : “Tutto è bene ciò che finisce bene”.
Nonostante tutto, cara 33 mi sei stata sempre fedele. !!

Scheda tecnica : il motopropulsore era costituito dal 4 cilindri boxer a 180°, basamento in ghisa e testate in lega leggera, un asse a camme in testa per bancata, cc. 1.351, HP 79 cavalli a 5800 g/m, cambio a 5 marce, trazione anteriore. Le sospensioni : anteriori, a ruote indipendenti (MacPherson), posteriori ad assale rigido, due parallelogrammi di Watt, barra Panhard ; molle elicoidali e ammortizzatori idraulici sia davanti che dietro. Freni : anteriori a disco, posteriori a tamburo. Velocità massima : 167/Kmh.
 

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