Di auto di seconda mano con i km taroccati in Italia è pieno purtroppo.
Ma una cosa non l'ho capita: immaginiamo il caso in cui si ci accorge che la propria auto ha i km scalati e si accetta la proposta del venditore di una cifra X come rimborso della svalutazione dovuta ai km maggiori (tipo che so, 2000 euro ad esempio). Quindi non gli si restituisce l'auto, ma si accetta il compromesso bonario.
In quel caso, quando il venditore rimborsa della cifra X, l'acquirente dovrà firmare qualcosa? Tipo "dichiaro di ricevere l'importo X dal venditore Y causa risarcimento per chilometraggio non reale" o cose del genere?
Lo chiedo perché non ho capito poi come farebbe l'eventuale proprietario dell'auto a rivendere un indomani la macchina senza dire che i km in realtà non sono quelli segnati. Perché, essendone lui a conoscenza (se ha firmato qualcosa sarà anche dimostrabile...), diventerebbe lui stesso un truffatore, o no?
Non so voi, ma io mi sentirei in colpa a rivendere la mia auto un indomani a un privato (magari pure appassionato) sapendo che i km non sono quelli segnati. (Se lo so ovviamente. Se non lo so è un'altra storia).
Quindi il problema non è solo eventualmente riuscire ad avere un rimborso sull'acquisto (nel caso in cui ovviamente non si riesca a restituire direttamente l'auto o magari si decida di tenerla nonostante i km maggiori o non si voglia andare in causa o sia passato troppo tempo ecc. ecc.), ma poi riuscire a rivenderla dovendo fingere che i km sono quelli segnati...
Insomma, finisce che poi facciamo noi stessi quello che hanno fatto a noi
