Wallace: i tormenti del giovane Genio

Discussione in 'Salottino Alfista' iniziata da Deltaoscar, 17 Settembre 2008.

  1. Carissimi mi è doveroso portarvi a conoscenza la storia di quest'uomo che aveva ricevuto un grandissimo dono dall'Altissimo, e purtroppo non è stato in grado di farlo fiorire e fruttare perchè l'ha bruciato nel fuoco eterno, leggetevi questo grande articolo dedicato a un grande uomo che fù:

    Il corpo del romanziere, 46 anni, è stato rinvenuto dalla moglie. Famoso per 'Infinite Jest', monumento del postmodernismo, era anche docente universitario e collaboratore di prestigiose riviste. .: muerte :.

    "David Forster Wallace era un genio. E, purtroppo, gli era capitato quello che ai geni non dovrebbe capitare in vita: essere compreso!
    Ma non basta: perchè Wallace univa, a questa, una sciagura peggiore: lo capiva da sè, di essere geniale. Di essere unico.

    C'è, nel gusto definitivo, con il quale Wallace si è tolto la vita sabato, impiccandosi nella sua abitazione di Claremont (California), all'età di 46 anni, quasi il suggello di ciò che, in vita, aveva costruito con le sue opere: entrare nel mito e diventare un classico!!!
    I suoi libri erano diventati, come si dice, "di culto" da subito.
    Poche volte, come nel suo caso, c'è stata una corsa così unanime tra i critici a tributargli lodi, a prevedere per lui grande avvenire letterario, a scorgere nella sua personalità quella che avrebbe segnato, nei decenni futuri, la letteratura americana.
    Aveva messo d'accordo tutti.
    Il suo romanzo-evento, Infinite Jest, lo aveva proiettato immediatamente nell'Olimpo letterario. Abbandonati i suoi maestri (Barthelme, De Lillo e Pynchon), quella monumentale opera (1.400 pagine, nell'ultima edizione italiana, da Einaudi) aveva reso confronti possibili solo con i classici: lo chiamavano "il nuovo Joyce", era il più post-moderno di tutti.
    Rifiutava questa etichetta, però, troppo semplicistica.
    In un'intervista rilasciata nel suo unico passaggio italiano (a Capri 2 anni fa) ad Armando Massarenti del Sole 24ore, spiegava bene perchè non era post-moderno.
    "In America gli unici autori che oggi prendono posizione in un senso profondamente morale sono gli autori della destra di orientamento religioso, mentre la sinistra si limita a mostrare che le tesi della destra sono incredibilmente semplicistiche. Ma gli americani nutrono una forte sfiducia nei confronti degli accademici e delle elite intellettuali. In America apparire troppo elitari è perdente: culturalmente e politicamente.
    Questo spiega perchè abbiamo un presidente multimilionario, figlio di una famiglia ultraprivilegiata, ma che si presenta come un cowboy texano, interpretando una parte che fa guadagnare molti voti.
    L'America non elegge più coloro cui sta davvero a cuore la sorte dei cittadini, ma coloro che sono in grado di convincerli che si occuperanno di loro, anche se poi non lo faranno.
    C'è una enorme differenza tra le due cose, e la cosa mi fa molta paura. E' questa preoccupazione che mi rende un pò vecchia maniera e per niente post-moderno o post-strutturalista"

    In Italia era arrivato con minimumfax. Marco Cassini, l'editore, con 500mila lire, comprò i diritti dei suoi sghembi reportage quando ancora non era famoso: oggi i reportage "alla Wallace" sono un genere letterario.
    La casa editrice italiana che più lo ha amato, oggi lo piange con particolare dolore: basti una visita al sito per vedere cosa stiano facendo per lui.
    Un'altra casa editrice, La Fandango di Domenico Procacci, nacque proprio per pubblicare lui e il suo Infinite Jest. Un'impresa editoriale conclusa dopo un anno di traduzione con la lettura pubblica a Roma di tutto il romanzo in 72 ore. Vendette circa 10mila copie.

    In un suo racconto della raccolta Oblio (Einaudi), David Forster Wallace narra di un genio di nome David Wallace che finisce per suicidarsi.
    Un uomo troppo spietato per perdonarsi il suo eccesso di intelligenza e di liberarsene come una pericolosa zavorra.
    I geni che sanno di esserlo rischiano di finire troppo soli.
    Di Forster Wallace resteranno i libri, molto più a lungo di quanto oggi possiamo pensare."
     

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