Il personaggio non mi convince molto ho l'impressione più che altro che voglia stupire utilizzando denominazioni roboanti tipo "knock sensor" che per chi come me parla italiano è semplicemente il "sensore di battito o di detonazione". Come è noto questo sensore ha il semplice compito di eliminare o limitare la detonazione, fenomeno che può danneggiare il motore e diminuirne il rendimento.
L'utilizzo di benzine premium su motori che richiedono specifiche particolari sono sicuramente utili, molto molto meno su motori che vengono commercializzati per le benzine comuni.
Per quanto ne sò il controllo del sensore è in tempo reale, non servono 200 o più chilometri perchè si accorga che c'è detonazione.
Probabilmente confonde l'auto adattabilità della centralina motore causato dalle usure del motore e altro.
Anche a me non convince.
Non mi convince quando confronta le TDS (Thecnical Data Sheet), non si è nemmeno accorto che Tamoil WR100 e ENI Blu super+ sono la stessa identica benzina, per un semplice motivo, nel 2011 la raffineria di Cremona ha chiuso e quella WR100 non esiste più era completamente diversa, ora Tamoil non avendo più la raffineria la deve necessariamente comperare da chi la può produrre, comunque riguardo la logistica ho scritto qualcosa nel post precedente.
Non mi convince quando parla di San Marco petroli con la sua benzina che ha solo 85 MON, non sono un tecnico che lavora in raffineria dunque è un ipotesi ma credo che sia impossibile per una raffineria fare una 100 ron con soli 85 MON come una comune 95 ottani, non si può semplicemente salire di 5 ron e nemmeno 1 mon, la spiegazione secondo me deriva dal fatto che probabilmente San Marco comperi la sua 100 ottani dal miglior offerente, magari una volta da eni, una volta da tamoil (che a sua volta l'ha comperata da eni) o magari all'estero in slovenia o austria da OMV ad esempio, poichè il prodotto di volta in volta cambia leggermente le sue caratteristiche e per non riscrivere continuamente la TDS semplicemente indica il valore minimo richiesto dalle lagge che è appunto 85, ma sicuramente il mon è 87 o 88 come per tutte le altre.
Non mi convince quando attribuisce al MON un valore più importante del RON, non è detto, dipende dal motore, ho scritto un post su questo punto qualche giorno fa.
Non mi convince soprattutto la spiegazione della TDS sugli ossigenati. Qui ho riprodotto un pezzo della TDS, quel 2,7% è l'ossigeno massimo in peso che la legge ammette per le benzine etichettate E5, ripeto è il massimo contenuto possibile, questo significa che potrebbe essercene anche lo 0,1%.
Gli ossigenati che vedete elencati nel box sotto
NON sono tutti presenti contemporaneamente. Non dobbiamo fare l'errore di sommare le percentuali massime (es. 3% metanolo + 5% etanolo + 10% isopropanolo...), altrimenti otterremmo un assurdo 60% di alcoli ed eteri con solo una "spruzzata" di benzina! Questo è totalmente falso, così come è assurdo dire che un marchio (come Q8) metta il 10% di etanolo e gli altri il 5% (nella E5 il limite massimo assoluto dell'etanolo è il 5% in volume).
Quella tabella indica semplicemente
quali composti la legge ammette e qual è la percentuale massima per ognuno di essi. Il petroliere può scegliere quali usare e in che proporzione per raggiungere il numero di ottani desiderato, ma deve obbligatoriamente rispettare
due vincoli invalicabili:
Non superare il limite massimo specifico di ogni singolo componente (es. max 5% per l'etanolo, max 10% per l'isopropanolo).
- Non superare mai il 2,7% di ossigeno elementare totale nella miscela finale.
Facciamo parlare la chimica per capire perché non si possono sommare. Sappiamo che i pesi atomici di riferimento sono:
- Carbonio (C): 12,01 g/mol
- Ossigeno (O): 16,00 g/mol
- Idrogeno (H): 1,008 g/mol
Se prendiamo l'
etanolo C2H6O, scopriamo che l'ossigeno rappresenta il
34,73% del suo peso totale.
Se prendiamo l'
isopropanolo C3H8O, l'ossigeno pesa per il
26,62%.
Esempio pratico:
Immaginiamo che un petroliere decida di miscelare in 100 kg di benzina il
4% in peso di etanolo e l'
1,5% in peso di isopropanolo. Entrambi i valori presi singolarmente sono perfettamente legali (sono inferiori ai tetti massimi consentiti).
Ora calcoliamo quanto ossigeno totale inseriamo nella benzina:
- Dall'etanolo: 4 kg 34,73% = 1,39 kg di Ossigeno
- Dall'isopropanolo: 1,5 kg 26,62% = 0,40 kg di Ossigeno
- Ossigeno totale immesso = 1,39 + 0,40 = 1,79%. Siccome il valore di 1,79% è inferiore al limite di legge del 2,7%, questa specifica miscela è approvata e legale. Se il petroliere avesse esagerato inserendo il massimo consentito di ogni alcol, avrebbe sforato il muro del 2,7% di ossigeno totale, rendendo la benzina fuori norma.
È un errore grossolano credere che l'ossigeno contenuto in questi composti agisca come una sorta di "sovralimentatore chimico" e che quindi
"più ce n'è, più potenza esprime il motore". Non stiamo parlando del protossido d'azoto N2O, il classico "NOS" delle corse che rilascia ossigeno extra in camera di combustione per bruciare più benzina e dare cavalli.
L'ossigeno degli alcol e degli eteri è legato stabilmente alla struttura chimica della molecola. La sua presenza non serve ad aumentare la potenza (anzi, gli ossigenati hanno un potere calorifico inferiore rispetto agli idrocarburi puri), ma ha uno scopo puramente ecologico e di efficienza:
favorire una combustione pulita e completa degli idrocarburi aromatici presenti nel carburante.
Gli aromatici (come il benzene o il toluene) servono a tenere alto il numero di ottani, ma tendono a bruciare male, generando particolato e depositi. L'ossigeno integrato nella molecola dell'alcol agisce "dall'interno" durante la fiammata, assicurando che tutto il carbonio si trasformi in CO2 anziché in fumo nero e idrocarburi incombusti.
In sintesi: la TDS mostra un menu di opzioni con i rispettivi limiti, non la ricetta fissa della benzina che fate al distributore. E quell'ossigeno serve a far respirare meglio l'ambiente, non a far correre di più l'auto.
La realtà italiana: le nostre benzine sono praticamente "E0"
Se la teoria è questa, qual è la realtà commerciale in Italia? Basta guardare i dati ufficiali dei campionamenti ISPRA sulla qualità dei carburanti in distribuzione (come quelli del periodo estivo 2024).
Sapete quanto etanolo libero c'è davvero nella benzina italiana?
Praticamente zero.
Nei campioni analizzati dall'ISPRA, l'alcole etilico (etanolo) registra valori costantemente inferiori allo
0,20% (v/v), finendo sotto la soglia di rilevabilità del metodo analitico. Le nostre benzine E5 o E10, all'atto pratico, sono quasi delle E0.
Perché succede questo? Perché per raggiungere la quota di ossigenati e di ottani richiesta, i petrolieri italiani preferiscono di gran lunga usare gli
eteri con 5 o più atomi di carbonio (come il bio-ETBE o l'MTBE). I dati ISPRA mostrano infatti per questi eteri una media del
3,49% (v/v) con picchi fino al
12,07%. Gli eteri sono chimicamente più stabili dell'etanolo puro, non sono igroscopici (non assorbono acqua), non creano problemi di separazione di fase nei serbatoi e sono molto più graditi alla logistica e ai motori.