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Amarcord Fiat 127 e Fiat 130

gigetto2

Super Alfista
30 Agosto 2024
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Regione
Piemonte
Alfa
non la possiedo
Le accomuno solo per un motivo. Rappresentano come nascita più o meno l'apice della Fiat.

Quarto produttore mondiale primo produttore europeo nel 1969 Fiat auto S.pA. rappresentava sia culturalmente sia socialmente sia internazionalmente l'Italia industriale. Sia perchè Fiat era presente in tutti i settori, dalla ferroviaria all'aviazione con Fiat Avio alla nautica con Fiat Grandi Motori che con i camion OM e poi Iveco e i famosi trattori arancioni i mezzi agricoli.

Ma questo esserci non era soltanto uno strapotere industrial economico era anche una sorta di "gentlemen agreement" tra popolo lavoratore e fabbrica, tra impiegato e dirigenza tra voglia di fare e possibilità di farlo, insomma l'apice dell'Italia del Boom.

Così quel 1969 nacque la Fiat 130 dietro preciso sprone della presidenza stessa che voleva sostituire l'oramai obsoleta 2300 e 230s coupè con qualcosa che andasse oltre quel concetto di ammiraglia. I vincoli di progetto furono molti ma due eroici progettisti riuscirono nonostante tutto nell'impresa, erano Giacosa e Lampredi, il primo per la vettura e il secondo per il motore.

La linea da subito apparve un pò barocca, peccato, bisognerà aspettare la Coupè 3200 per vedere una bella auto che però nacque in piena crisi petrolifera.....la berlina nacque 2800 e da subito il motore, specie se accoppiato al borg warner tre rapporti automatico di serie, non faceva impazzire.....un pò meglio il 3200 con 165cv. Esagerati, sempre e comunque i consumi, esemplari tenuta di strada e comfort oltre che la frenata. Climatizzazione eccellente grazie al condizionatore.

La prese mio nonno usata e fece un'affarone, il piemna crisi petrolifera, praticamente la pagò chessò come una R4 o forse anche meno, 3200 automatica climatizzata blu scuro interni in panno chiari. Antenna radio a estrusione, un'antennone, cerchi in lega, un sistema di frenatura automatica per le buche...insomma per quel tempo tanta roba a cominciare da una cosa che ancora oggi non si vede più, le quattro luci rosse di ingombro portiere che si accendevano ogni volta che si apriva una portiera......ricordo le leve sulla plancetta per avviare l'auto che ogni tanto mio nonno mi faceva spippolare facendo attenzione che non ingolfassi tutto e quella scritta Fiat 130 in argento a rilievo, messa lì con onore di quando le auto seppur con dei difetti, le sapevamo fare....

Quell'auto aveva forse quarantamila km quando mio nonno la prese nel 1973 e la diede via a 140.000 nel 1980 non perchè fosse un catorcio ma per un inconveniente che però allarmò mia nonna e quindi l'auto venne data dentro.

Una curiosità il concessionario su 132 nuova 2000 ie automatic climatizzata diede meno della 130 che della "pisello" che era una 126 prima serie di terza mano che mio nonno prese per andare in stazione e girare lì attorno con noi piccoli....mia nonna su quella "trappola" come la definiva lei, rumorosissima, non voleva neanche salire nè lei nè con la zia.....

In soldoni al di là dei tanti ricordi personali quel macchinone che per allora era tanta tanta roba era un pò il gotha dell'industria dell'auto italiana che all'estero ce la invidiavano per quanto andava bene anche se i consumi erano improponibili anche per allora, anche se talvolta tendeva a fare fumo e....fiamme.....come comfort penso sia la migliore ammiraglia italiana non solo di quel periodo. Rappresenta un'epoca.

Fiat 127 nata sulla base meccanica della 128 a sua volta nata sulla base meccanica di sperimentazione Autobianchi con Primula e A111 fu un'auto di rottura. Rottura nell'architettura meccanica, la 850 che sostituiva era motore e trazione posteriore, e qui si andava tutto avanti, come già con la 128, liberando spazio, confort per la minore rumorosità, e così dicono, tenuta di strada. Utilitaria sì ma spaziosa per cinque persone e con un bel bagagliaio. Alcuni eventi si frapposero tra un successo, il suo, e la vita e così vanno le cose. Poco prima della presentazione il designer Manzù morì in un incidente proprio mentre andava a Torino a discutere alcuni dettagli del progetto in itinere.

E fu un successo meritato. Ad esempio moio zio ne ebbe due, se non fosse stata un'auto più che valida non penso l'avrebbe ripresa (beh oddio mia moglie ha avuto due Smart, due Polo.....) la prima verdina era una prima serie una milleecento e la seconda bianca penso che fosse una terza serie ed era una 900. La prima me la ricordo appena, alla sera quel cruscottino debolmente illuminato, quel portelloncino che sembrava una cassapanca difficile da caricare quel color cacchetta del vinilaccio oramai forse logoro della selleria.....decisamente più a fuoco il ricordo della seconda serie, al di là della cilindrata si poteva viaggiare anche in cinque ovvio senza scannarla, comunque penso che a tirarle un pò il collo la oramai vetusta 127 bianca, tetragona ad ogni sforzo, i 130 li facesse anche con 5 persone. Consumava poco, era affidabile si riparava con niente fu sostituita quella bianca, ben in là con gli anni e di conseguenza i km ma nulla da record....con una Y10 usata nel 1993 se non erro e quella doveva essere dell'81-83.....mentre la prima nei miei ricordi di bimbo penso fosse una 71 o 72.....

Oggi auto così non siamo più capaci di farle, auto che coniugano una forte personalità, perchè la 127 ne aveva e in tutte le serie, un vero e proprio spirito pratico cioè basato sull'effettiva funzione e funzionalità.

Fu anche auto laboratorio per la Fiat che implementò la ricerca sulla sicurezza passiva sia proseguendo il lavoro fatto sulla 128 che perpetrandolo poi alla 131 in stadio evolutivo. Quindi mi piace ricordare anche di quando questo marchio faceva le auto sicure investendo e ponendosi in competizione sulla sicurezza con Volvo, Mercedes......

Oggi siamo talmente "oltre" che su questa tipologia di vetture manco li facciamo i crash test euroncap.....
 

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