Auto Elettrica: opinioni, confronti e novità del settore green

In realtà è semplice essere propositivi. Basta lasciare libero il mercato e i consumatori di scegliere quello che preferiscono. Quando l'auto elettrica supererà i limiti che ha o che gli "ottusi" potenziali acquirenti vedono come limiti, tipo le (presunte) poche colonnine o la lentezza della ricarica che potrà essere superata tramite ricariche a 1500 kw, con ritorno massiccio al nucleare perché al momento non c'è altra tecnologia in grado di produrre l'energia necessaria, l'auto elettrica soppiantarà le attuali termiche naturalmente e i produttori si orienteranno spontaneamente su tale prodotto. Però questo scenario al momento non appare proprio prossimo, ma questo è un dettaglio secondario, vorrà solo dire che il passaggio all'elettrico avverrà in un po' più di tempo. Analizziamo invece la soluzione che si è attualmente scelta. Vietare il termico entro un certo periodo di tempo a prescindere da tutto. Poteva essere una soluzione (a me è sempre sembrata stupida, ma io non sono nessuno). Ora siamo in grado di vedere gli effetti di questa scelta. Le nostre industrie sono al collasso, chiudono fabbriche e licenziano operai e maestranze. La conseguenza è un inevitabile impoverimento di fascie sempre più ampie di popolazione. Il mercato dell'auto viene occupato dai cinesi, da cui dipenderemo sempre di più e dovremo pregarli (cosa che avviene già) di posizionare le loro industrie in Europa perché comunque la popolazione deve mangiare. E va anche considerato che in questo scenario bisogna tenere presente che casi come quelli di BYD sopra indicato possono accadere. Ovviamente tutto questo, considerando anche l'indotto automotive, ci farà dipendere praticamente dalla Cina che alla fine potrà fare il buono e cattivo tempo anche da noi. Quindi c'è solo da sperare che "ci tratti bene", anche se essendo un sistema poco incline alla democrazia, io non ci farei troppo affidamento. Ma se tutto questo potesse salvare il pianeta dall'inquinamento, potrebbe avere (per qualcuno) anche un senso: rinunciamo alla nostra indipendenza economica, che alla fine si concreta nella rinuncia ad un sistema democratico di libertà, però abbiamo salvato il pianeta. Ma a questo punto una considerazione è inevitabile: questo scenario porta ad una riduzione dell'inquinamento globale del 2 / 3%. Quindi abbiamo intrapreso questa strada consapevolmente autodistruttiva per ridurre l'inquinamento del 3% (ad essere ottimisti)? Lascio la risposta a quelli più intelligenti di me.
Condivido tutto e se mi permetti racchiudo tutto il tuo discorso in una frase semplice: l’Europa ci stá prendendo per il c…..!!!!!!
 
Ma a questo punto una considerazione è inevitabile: questo scenario porta ad una riduzione dell'inquinamento globale del 2 / 3%. Quindi abbiamo intrapreso questa strada consapevolmente autodistruttiva per ridurre l'inquinamento del 3% (ad essere ottimisti)? Lascio la risposta a quelli più intelligenti di me.
tutto il tuo ragionamento non fa una piega ed è una lucida analisi di ciò che è lo stato delle cose e che molto probabilmente sarà nel futuro. di tutto il discorso però, secondo me, il punto fondamentale è qst sopra.
l'aver distrutto l'industria europea, impoverito una intera fascia di popolazione aumentando peraltro il divario tra poveri e ricchi (con ripercussioni a livello sociale), l'essere diventati dipendenti, colonia, vassalli della cina.. beh... tutto qst non sarà servito ad un emerito cazzo perchè i grandi inquinatori non siamo noi europei ma cinesi, indiani, russi e americani e loro non ci hanno pensato minimamente di demolire la propria economia (anzi).
certo qualcosa per tutelare il pianeta va fatto, nessuno lo nega, ma non è certo riducendo alla fame l'europa che tra le nazioni industriali è qll che più guarda all'ambiente.... ma ormai so parole al vento visto che abbiamo scavallato e difficilmente si tornerà indietro. oltretutto anche facendo dietro front e quando si recupererà quanto perso?
 
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Indietro non si può tornare.. e anche se si potesse a cosa servirebbe ora? Puoi solo andare avanti quindi la soluzione più logica e cercare di essere più indipendente possibile dagli altri quindi produrre energia in casa senza comprare dagli altri riciclando il più possibile materiali vari che servono per produrre avere energia elettrica a bassino costo ha grossi vantaggi per economia e industria.. bisogna lavorare su questo per prima cosa e magari tornare a fare produzione dove gli altri non sono in grado o non hanno le competenze così da ricavare un settore dove hai pochissima concorrenza.. e ormai il settore auto non è per nulla un investimento anzi..
 
In realtà è semplice essere propositivi. Basta lasciare libero il mercato e i consumatori di scegliere quello che preferiscono. Quando l'auto elettrica supererà i limiti che ha o che gli "ottusi" potenziali acquirenti vedono come limiti, tipo le (presunte) poche colonnine o la lentezza della ricarica che potrà essere superata tramite ricariche a 1500 kw, con ritorno massiccio al nucleare perché al momento non c'è altra tecnologia in grado di produrre l'energia necessaria, l'auto elettrica soppiantarà le attuali termiche naturalmente e i produttori si orienteranno spontaneamente su tale prodotto. Però questo scenario al momento non appare proprio prossimo, ma questo è un dettaglio secondario, vorrà solo dire che il passaggio all'elettrico avverrà in un po' più di tempo. Analizziamo invece la soluzione che si è attualmente scelta. Vietare il termico entro un certo periodo di tempo a prescindere da tutto. Poteva essere una soluzione (a me è sempre sembrata stupida, ma io non sono nessuno). Ora siamo in grado di vedere gli effetti di questa scelta. Le nostre industrie sono al collasso, chiudono fabbriche e licenziano operai e maestranze. La conseguenza è un inevitabile impoverimento di fascie sempre più ampie di popolazione. Il mercato dell'auto viene occupato dai cinesi, da cui dipenderemo sempre di più e dovremo pregarli (cosa che avviene già) di posizionare le loro industrie in Europa perché comunque la popolazione deve mangiare. E va anche considerato che in questo scenario bisogna tenere presente che casi come quelli di BYD sopra indicato possono accadere. Ovviamente tutto questo, considerando anche l'indotto automotive, ci farà dipendere praticamente dalla Cina che alla fine potrà fare il buono e cattivo tempo anche da noi. Quindi c'è solo da sperare che "ci tratti bene", anche se essendo un sistema poco incline alla democrazia, io non ci farei troppo affidamento. Ma se tutto questo potesse salvare il pianeta dall'inquinamento, potrebbe avere (per qualcuno) anche un senso: rinunciamo alla nostra indipendenza economica, che alla fine si concreta nella rinuncia ad un sistema democratico di libertà, però abbiamo salvato il pianeta. Ma a questo punto una considerazione è inevitabile: questo scenario porta ad una riduzione dell'inquinamento globale del 2 / 3%. Quindi abbiamo intrapreso questa strada consapevolmente autodistruttiva per ridurre l'inquinamento del 3% (ad essere ottimisti)? Lascio la risposta a quelli più intelligenti di me.
In questo discorso, che in parte condivido, ci sono due punti deboli.

Il primo è che per costruire una centrale nucleare ci vogliono dai 7 ai 15 anni (in Italia starei più sul 15). E nel frattempo?

Il secondo è che la transizione verde non è pensata solo per l'auto, ma soprattutto anche per i riscaldamenti, gli impianti industriali, etc... E tutto questo peserebbe per oltre il 20% delle emissioni a livello globale (che non è poco).
Sempre che crediamo al problema climatico, ovviamente.

Ma, ed in questi giorni forse ne stiamo comprendendo l'importanza, è anche un tema di indipendenza strategica da paesi non stabili e non controllabili.
 
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Indietro non si può tornare.. e anche se si potesse a cosa servirebbe ora? Puoi solo andare avanti quindi la soluzione più logica e cercare di essere più indipendente possibile dagli altri quindi produrre energia in casa senza comprare dagli altri riciclando il più possibile materiali vari che servono per produrre avere energia elettrica a bassino costo ha grossi vantaggi per economia e industria.. bisogna lavorare su questo per prima cosa e magari tornare a fare produzione dove gli altri non sono in grado o non hanno le competenze così da ricavare un settore dove hai pochissima concorrenza.. e ormai il settore auto non è per nulla un investimento anzi..
Ti ricordo due aspetti fondamentali. L’Europa ha già fatto un passo indietro eliminando l’abolizione dei motori termici. In Italia il nucleare è stato bandito con il referendum. Con le energie alternative che hai menzionato, ci ricarichi solo i cellulari.
È ovvio che se non si torna indietro l’economia europea fallirà, insieme al progetto green
 
In questo discorso, che in parte condivido, ci sono due punti deboli.

Il primo è che per costruire una centrale nucleare ci vogliono dai 7 ai 15 anni (in Italia starei più sul 15). E nel frattempo?

Il secondo è che la transizione verde non è pensata solo per l'auto, ma soprattutto anche per i riscaldamenti, gli impianti industriali, etc... E tutto questo peserebbe per oltre il 20% delle emissioni a livello globale (che non è poco).
Sempre che crediamo al problema climatico, ovviamente.

Ma, ed in questi giorni forse ne stiamo comprendendo l'importanza, è anche un tema di indipendenza strategica da paesi non stabili e non controllabili.
In Italia le centrali nucleari non si possono realizzare. Bandite con il referendum.
 
In Italia le centrali nucleari non si possono realizzare. Bandite con il referendum.



Spiace dirti che il referendum non ha dato un divieto eterno e potrà aiutare per il supporto sulla rete elettrica , non solo per il tema auto elettrica
Il ritorno al nucleare in Italia, nonostante i referendum abrogativi del 1987 e del 2011, è tecnicamente possibile attraverso nuovi interventi legislativi, poiché il referendum abrogativo italiano ha un effetto limitato nel tempo e non costituisce un divieto costituzionale perpetuo. Il governo attuale sta procedendo tramite un disegno di legge delega per reintrodurre l'energia atomica, sostenendo che le tecnologie attuali sono diverse da quelle oggetto dei voti
 
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In questo discorso, che in parte condivido, ci sono due punti deboli.

Il primo è che per costruire una centrale nucleare ci vogliono dai 7 ai 15 anni (in Italia starei più sul 15). E nel frattempo?

Il secondo è che la transizione verde non è pensata solo per l'auto, ma soprattutto anche per i riscaldamenti, gli impianti industriali, etc... E tutto questo peserebbe per oltre il 20% delle emissioni a livello globale (che non è poco).
Sempre che crediamo al problema climatico, ovviamente.

Ma, ed in questi giorni forse ne stiamo comprendendo l'importanza, è anche un tema di indipendenza strategica da paesi non stabili e non controllabili.
Per le centrali nucleari è vero, infatti o ci mettiamo a costruirle subito o non avremo abbastanza energia. Per quanto riguarda il riscaldamento è già prevista, fra pochi anni, l'abolizione delle caldaie a combustibili fossili, quindi anche il riscaldamento degli edifici sarà elettrico e perciò senza centrali nucleari non solo resteremo a piedi, ma resteremo anche al freddo. E poi la ciliegina sulla torta: obbligo di fare interventi sugli gli immobili (cappotto, serramenti ecc...) di classe energetica bassa (praticamente tutti quelli di costruzione non recente), in 2 step 2030, 2035, in caso contrario l'edificio sarà "fuori legge" con diverse sanzioni, fra cui il divieto di locazione. Ovviamente il fatto che non tutte la famiglie abbiano 50.000/70.000 euro o più per effettuare la ristrutturazione non interessa più di tanto. Quindi per come la stiamo impostando in Europa, la transizione energetica non ha come scopo la riduzione dell'inquinamento, ma lo scioglimento della UE.
 
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Per le centrali nucleari è vero, infatti o ci mettiamo a costruirle subito o non avremo abbastanza energia. Per quanto riguarda il riscaldamento è già prevista, fra pochi anni, l'abolizione delle caldaie a combustibili fossili, quindi anche il riscaldamento degli edifici sarà elettrico e perciò senza centrali nucleari non solo resteremo a piedi, ma resteremo anche al freddo. E poi la ciliegina sulla torta: obbligo di fare interventi sugli gli immobili (cappotto, serramenti ecc...) di classe energetica bassa (praticamente tutti quelli di costruzione non recente), in 2 step 2030, 2035, in caso contrario l'edificio sarà "fuori legge" con diverse sanzioni, fra cui il divieto di locazione. Ovviamente il fatto che non tutte la famiglie abbiano 50.000/70.000 euro o più per effettuare la ristrutturazione non interessa più di tanto. Quindi per come la stiamo impostando in Europa, la transizione energetica non ha come scopo la riduzione dell'inquinamento, ma lo scioglimento della UE.

Sono assolutamente d'accordo con te che questo logiche vanno riviste e gli incentivi vanno pensati e programmati meglio. La prima ragione è che gli italiani si sono impoveriti e le spese per la ristrutturazioni sono diventate eccessive, ma soprattutto non c'è il rientro dagli investimenti se non in tempi biblici.
Secondo me le rivedranno.

Rimane il fatto che siamo in balia del vento per quanto riguarda i prezzi dei carburanti ed anche (ma mi auguro di sbagliarmi) della loro disponibilità.
Purtroppo rischiamo di rimanere al freddo lo stesso...