Auto Elettrica: opinioni, confronti e novità del settore green

Calare i prezzi del 30%, per qualsiasi casa automobilistica, significherebbe fallire in pochissimo tempo.
Sicuramente con prezzi inferiori del 30% le vendite aumenterebbero (che la domanda sia funzione del prezzo è il 2+2 delle regole economiche), ma per proporre tali prezzi le imprese dovrebbero costruire auto totalmente differenti da quelle attuali e totalmente "fuori legge" in quanto non potrebbero rispettare nessuna normativa sulla sicurezza o sull'inquinamento.
Ecco un'analisi sul primo semestre 2026, che evidenzia la redditività per ciascuna auto venduta da parte dei diversi marchi. Attenzione che l'importo indicato non è il reddito netto per ogni auto venduta ma è l'EBIT, cioè il reddito prima degli interessi e delle tasse, quindi il reddito netto (che è il "guadagno" vero) è sicuramente più basso.
E' evidente che in una tale situazione le politiche di prezzo devono essere più che attente ed ovviamente non si può neppure prendere in considerazione una riduzione del prezzo del 30%.
P.S. Situazione drammatica per Honda e la cosa mi dispiace....

https://it.motor1.com/news/804622/redditivita-costruttori-auto-2026/

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Questa tabella dice tutto e niente
Ad esempio
Se io ho una fabbrica molto efficiente e mi costa meno fare un auto, posso marginare la stessa % sul costo della vettura nelka vendita ma avere un valore assoluto più basso dell incasso perché vendo più veicoli di altri che magari costruendone meno, sono costretti a marginare su un numero inferiore di veicoli

In pratica se voglio guadagnare 100000€ vendendo 10 auto, devo ricaricarle ognuna di 10000€, mentre se la stessa somma la voglio ottenere vendendo 100 auto , il margine è 1000€ per veicolo
Difatti bmw ha venduto 2.400.000 circa di veicoli mentre Ford 4.400.000
Ovviamente poi incide molto il target del proibito e il posizionamento sul mercato
 
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Questa tabella dice tutto e niente
Ad esempio
Se io ho una fabbrica molto efficiente e mi costa meno fare un auto, posso marginare la stessa % sul costo della vettura nelka vendita ma avere un valore assoluto più basso dell incasso perché vendo più veicoli di altri che magari costruendone meno, sono costretti a marginare su un numero inferiore di veicoli

In pratica se voglio guadagnare 100000€ vendendo 10 auto, devo ricaricarle ognuna di 10000€, mentre se la stessa somma la voglio ottenere vendendo 100 auto , il margine è 1000€ per veicolo
Difatti bmw ha venduto 2.400.000 circa di veicoli mentre Ford 4.400.000
Ovviamente poi incide molto il target del proibito e il posizionamento sul mercato
In realtà la tabella che ho pubblicato dice tutto, perché risponde esattamente alla (assurda) possibilità che è stata accennata e cioè che i prezzi dovrebbero diminuire del 30%, cosa che la tabella mostra inequivocabilmente come impossibile per qualsiasi marchio di auto ( per lo meno fra quelli indicati). Invece, mi perdonerai, ma non dice proprio niente il tuo post che esprime un concetto assolutamente banale, che non si capisce cosa c'entri con la possibilità di ridurre il prezzo del 30%.
 
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State dimenticando che il mercato dell auto ( termica o elettrica) è in calo come numeri talmente tanto che siamo tornati ai livelli anni 70 numericamente parlando .
Pertanto, i fattori che hanno portato a ciò, non è l auto elettrica , poiché la discesa è iniziata da un bel po di anni , ,è che si vendono meno auto di quando eravamo nel 1999-2005. E in quell epoca non c entrava nulla L auto elettrica , ma vi erano giovani pronti a sostituire le generazioni che non guidavano più

Oggi invece , ai giovani , nella maggior parte , l auto non interessa!
Finché non si capirà che c è anche questo problema , chiameremo crisi ciò che invece è “ingnorare ciò che accade”

Poi fatevi pure tutti i pensieri sull elettrico , ma poi mi dite il calo dal 2010( ove non vi erano praticamente nessuna auto elettrica o quasi sul mercato e nessun ban 2035) se non coincide con l avvento di altre generazioni ( millenial)…..
Comprare un'auto non capita tutti i giorni...
L'industria automobilistica europea sta affrontando una delle crisi strutturali più gravi e profonde della sua storia recente, caratterizzata da imponenti piani di riorganizzazione, chiusure di impianti produttivi e decine di migliaia di licenziamenti.
Non si tratta di una semplice fluttuazione passeggera del mercato, ma di un vero e proprio "terremoto" industriale dettato da una combinazione di fattori: il calo della redditività dei veicoli elettrici, l'impennata dei costi energetici e produttivi in Europa e la spietata concorrenza dei produttori cinesi sia in Asia sia nei mercati occidentali.
riis.webp
 
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In realtà la tabella che ho pubblicato dice tutto, perché risponde esattamente alla (assurda) possibilità che è stata accennata e cioè che i prezzi dovrebbero diminuire del 30%, cosa che la tabella mostra inequivocabilmente come impossibile per qualsiasi marchio di auto ( per lo meno fra quelli indicati). Invece, mi perdonerai, ma non dice proprio niente il tuo post che esprime un concetto assolutamente banale, che non si capisce cosa c'entri con la possibilità di ridurre il prezzo del 30%.

Anche io ritengo non possibile poter ridurre il margine del 30%.
Attenzione però che l'utile operativo tiene conto degli ammortamenti sugli investimenti (e qui sarebbe utile sapere come stanno ammortando anche gli investimenti sbagliati, che pesano).

A parte questo sono d'accordo con VURT.
Le nuove norme EU hanno portato ad un aumento dei costi sia relativamente ai sistemi di sicurezza, sia al minor inquinamento che ha "costretto" all'ibridazione spinta.
Il risultato è che l'aumento dei prezzi dal 2015 è stato nel range +40%, +70%. Mediamente risulta il +44%.

Tutto questo in un mercato super saturo (di fatto non sappiamo più dove mettere le auto) ed impoverito (i nostri salari non sono certo aumentati del 44%, anzi i salari reali sono diminuiti del 10% tenendo conto dell'inflazione), certo non aiuta le case.

Sono d'accordo sul fatto che la UE poteva andarci più morbida (più graduale) ma sono anche convinto che molte case abbiano fatto errori enormi nelle scelte strategiche e negli investimenti (p.es. chi ha puntato il 100% su elettrico).

Ed inoltre è da circa 30 anni che i nostri governi (tutti), non fanno un piano industriale, neanche semi serio, che possa aiutare a far risalire i salari e quindi anche gli introiti dello stato stesso.
Neanche malgrado i 280 miliardi che ci ha dato la UE (che per lo più abbiamo sostanzialmente sprecato).
 
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Anche io ritengo non possibile poter ridurre il margine del 30%.
Attenzione però che l'utile operativo tiene conto degli ammortamenti sugli investimenti (e qui sarebbe utile sapere come stanno ammortando anche gli investimenti sbagliati, che pesano).
...
Ci mancherebbe che non si tenesse conto degli ammortamenti per valutare la redditività. Poi bisogna intendere cosa si intende per investimenti sbagliati. Se investo nella produzione di una macchina per tagliare il brodo e poi vedo che nessuno la compra sto facendo un investimento sbagliato, se investo nella produzione di auto elettriche perché la legge mi dice che devo farlo dato che le termiche non potrò più venderle è un altro discorso. E chi ti dice che investire nelle ibride (cosa su cui si sono mosse tutte le case automobilistiche) sia un investimento giusto? Se la UE nella sua miopia vieterà effettivamente qualsiasi auto termica, anche quello può essere un investimento sbagliato nel lungo termine.
 
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