ciomauro
Alfista Megalomane
- 8 Aprile 2018
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- 174
- Regione
- Emilia-Romagna
- Alfa
- Giulia
- Motore
- 2.0 turbo 200 CV Q2
Tesla non è un esempio calzante, per il semplice motivo che ha avuto una genesi e uno sviluppo unico che mai si è presentato (e probabilmente mai si presenterà). Il fondatore Elon Musk aveva e ha tutt'ora una disponibilità economica che gli ha permesso di considerare Tesla un "giocattolino". Quindi poteva iniziare un progetto buttarci miliardi e poi sospenderlo o mollarlo. In pratica il problema di valutare se una cosa nella pratica potesse funzionare o meno per lui non era un problema. La gestione di Tesla si basava più sul suo "umore" e intuizione del momento facendosi pochi problemi in merito ai possibili effetti negativi, dato che con la sua ricchezza poteva considerarli al massimo un piccolo fastidio. Poi va considerato il personaggio che è sicuramente unico e abituato a fare quello che vuole (potrei riportare un aneddoto raccontato dal mio quasi compaesano Tommaso Ghidini che per chi non lo sapesse è il capo del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell'ESA - Agenzia Spaziale Europea, ma andrei OT). Anche il fatto che Musk si sia fatto avallare dagli azionisti di Tesla (anche se con voto contrario e critiche dei fondi di investimento istituzionali) l'emolumento stellare di 1.000 miliardi di dollari, la dice lunga sul personaggio, che in Europa non avrebbe potuto agire così liberamente. Quindi non userei Tesla come pietra di paragone. Inoltre l'intervista, più che le cause di questa situazione, affronta cosa bisognerebbe fare per uscirne, dato che indipendentemente dalle colpe, è innegabile che la situazione attuale è di crisi nera e nell'intervista dice che continuando così si potrà solo peggiorare, cosa su cui io sono pienamente d'accordo. Se poi vogliamo parlare di "colpe", qui si entra anche nelle valutazioni soggettive. Tu dici che la crisi nasce principalmente dalle scarse capacità delle industrie europee di innovarsi che hanno lasciato campo libero ai cinesi e poco dalle norme prodotte dalla gestione europea, io invece dico che la crisi nasce principalmente dalle norme europee autolesioniste fino all'incredibile, che hanno permesso, oltre agli altri effetti negativi, l'invasione cinese. Solo una pletora di dementi poteva pensare di regolamentare la domanda e l'offerta in un mercato attraverso la legge, cosa evidenziata, anche se in termini più soft, nell'intervista. L'offerta si è dovuta adeguare per forza costretta dalle norme e poi... ma guarda... la domanda no.Ottimo articolo scritto da una persona del settore, ma di parte.
Dice che la causa è stata dell'Europa e che adesso l'Europa dovrebbe sospendere tutte le decisioni, e questo ci potrebbe pure stare.
Quello che non dice esplicitamente (perché non può), è che le case occidentali hanno dormito mentre il mondo cambiava attorno a loro.
Quando è uscita Tesla (le cinesi ancora non si vedevano), le case occidentali sono state a guardare.
Tesla è nata nel 2003, e mentre tutti i produttori occidentali guardavano e magari ridevano, Tesla è arrivata a vendere quasi 2 milioni di autovetture (da zero) e oggi vale 1,5 trilioni di dollari, all'undicesimo posto della classifica mondiale per valore di mercato.
E solo ora rallenta a causa della concorrenza cinese (non certo di quella occidentale).
Mentre le nostre case sono ancora li che discutono per cercare di far sopravvivere soluzioni vecchie, e così si sono perse pure il mercato cinese, che numericamente è il più importante del mondo.
L'evoluzione non si fa con il protezionismo, si fa con le idee.
Concordo sul fatto che l'evoluzione non si fa con il protezionismo ma con le idee. Ma direi anche che l'espansione economica deve essere fatta con le idee e le capacità e non con le leggi. Il protezionismo che ora si cerca di porre in essere nei confronti della Cina, deriva dal fatto che si sta cercando, forse grossolanamente, di porre rimedio agli errori della UE, che invece, con le sue norme, ha attuato in Europa un "protezionismo" a favore della Cina, che grazie alle norme europee ha trovato il tappeto rosso per le sue esportazioni. Non si possono fare delle leggi che vietano la vendita delle auto che sappiamo produrre noi a favore di quelle che sanno produrre i Cinesi e poi stupirsi del fatto che il mercato venga invaso dai prodotti cinesi, perchè se così è (ed effettivamente così é) si dimostra solo di essere dementi, e i dementi devono stare nelle strutture sanitarie, non al governo di un continente.
Comunque il fatto che abbia ragione io oppure tu, ora ha poca importanza, quello che è importante è capire quali sarebbero gli strumenti giusti per uscire da questa situazione di crisi, che al momento, purtroppo, sembra avviata più verso un peggioramento che verso un miglioramento.