Non è assolutamente così. A -20 le elettriche iniziano a bloccarsi, le termiche essendo tali, una volta avviate non hanno problemi con le basse temperature. Infatti ai poli non hanno mai avuto problemi con i mezzi termici.
Io capisco che non tolleri l'auto elettrica (e neanche io ne sono certo un fan) ma quello che scrivi è completamente sbagliato.
Il funzionamento a -30 gradi delle elettriche è stato provato da varie riviste.
Per quanto riguarda le auto "normali", in Alaska e Canada ogni parcheggio ha prese
120 V per collegare i veicoli e riscaldare i circuiti del carburante e l'abitacolo in inverno (sono già auto molto modificate).
I mezzi endotermici che usano sotto i -30 non sono “normali” auto diesel/benzina: sono mezzi completamente diversi adattati con sistemi specifici per evitare il congelamento del carburante e garantire l’avviamento e mantenere lubrificanti e componenti meccanici in condizioni operative.
Devono utilizzare carburante speciale, fluidi ultra‑fluidi, riscaldatori dei serbatoi e dei circuiti, coibentazioni e componenti meccanici adattati. Tutte le parti in gomma e plastica sono fatte con materiali differenti.
Paradossalmente i mezzi elettrici sono meno sensibili a questi problemi con eccezione delle batteria (il motore elettrico non soffre le temperature).
Ma anche su questo tema, soprattutto per i mezzi commerciali, stanno iniziando ad usare batterie al sodio che meglio mantengono le prestazioni a basse temperature (i modelli commerciali di nuova generazione funzionano regolarmente fino a –40 °C con capacità residua intorno al 90%).
Ovviamente per i fluidi (p.es. il liquido di raffreddamento del motore e dell'inverter, il liquido freni, ecc...) bisogna usare le stesse tecniche che si usano nell'auto endotermica.