Ale1975
Alfista Megalomane
- 21 Dicembre 2022
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Lascia perdere….non comprenderebbero le ragioniAllora cerchiamo di capirci, se intendi per atomico qualsiasi cosa dove ci sia una trasformazione, allora anche alcuni rilevatori di fumo sono atomici, insieme a tante altre cose.
Qui il termine pila atomica si usa solo per fare scalpore nella notizia (ormai la comunicazione funziona così, anche se poi c'è qualcuno che si esalta e qualcuno che si spaventa).
La pila Betavolt non è “energia nucleare” come quella delle centrali o delle bombe. Non avviene nessuna reazione nucleare, nessuna fissione, nessuna fusione, nessuna reazione a catena incontrollabile.
Dentro c’è un materiale che emette particelle beta molto deboli (elettroni). Questi elettroni vengono raccolti da un semiconduttore e trasformati in corrente elettrica.
Vedila come una pila che si “auto‑ricarica” lentamente grazie al decadimento naturale dell’isotopo.
Il residuo è rame stabile (Cu‑63). (il rame non è radioattivo), e qualche milligrammo di materiale residuo non ancora completamente decaduto.
Le particelle beta del Ni‑63 non penetrano la pelle. Bastano pochi millimetri di plastica o metallo per schermarle e la quantità totale di radioattività è molto bassa (categoria “low‑level waste”).
È paragonabile ai rifiuti radioattivi dei rilevatori di fumo o dei vecchi pacemaker nucleari.
E perché no?
Alla fine è solo una questione di prezzo.
E tanto nel futuro la stragrande maggioranza delle auto sarà presa a noleggio.
Per tutte le cose serve tempo.
Ma negli ultimi anni le evoluzioni sono molto più veloci.
Certo che per avere un risultato “indistrializzabile” ed alla portata di tutti ci vorrà ancora molto , ma se non si inizia …


