Nuove Alfa Giulia e Stelvio. Uscita posticipata al 2028. Ma quale è il vero motivo?

ciomauro

Alfista Megalomane
8 Aprile 2018
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Regione
Emilia-Romagna
Alfa
Giulia
Motore
2.0 turbo 200 CV Q2
https://forum.clubalfa.it/threads/a...o-il-ceo-ficili-frena-e-spiega-perche.169241/

Nuove Giulia e Stelvio rinviate al 2028 (almeno fino al prossimo annuncio di ulteriore rinvio). Quindi salvo ulteriori rinvii (che personalmente non giurerei di escludere), considerando l'uscita nel 2016, parliamo di due modelli in vendita per 12 anni. Considerando il mercato automotive di questi ultimi anni direi quasi da Guinness dei primati. Si legge un po' dappertutto che il motivo è il cambio di rotta rispetto ad una scelta del tutto elettrico, che aveva annunciato Tavares tanto di quel tempo fa che molti neppure se lo ricordano. Io credo che il motivo sia un po' più complesso. A parte la questione "tutto elettrico" vanno fatte altre considerazioni. Prima cosa, da che mondo è mondo, l'uscita di un nuovo modello deve migliorare quello precedente per continuare a fare appeal sul mercato e qui c'è il primo grosso problema. In Alfa hanno capito che l'abbandono della piattaforma Giorgio non avrebbe che portato ad una grossa riduzione di qualità del prodotto, talmente grossa che anche l'utente medio che di auto non capisce quasi niente se ne sarebbe accorto e quindi avrebbe percepito un evidente passo indietro. Perciò niente di strano che la dirigenza sia restia a far uscire una Giulia/Stelvio sulla piattaforma STLA large. Altra questione collegata: le riviste e recensioni di settore. Qui non aiutano, perché continuano a dire che Giulia e Stelvio nella loro categoria sono il meglio. Anche la nuova BMW serie 3, che quando è uscita ha sicuramente avuto come benchmark la Giulia, non è riuscita ad eguagliarla, perché in tutte le recensioni comparativa fra la nuova BMW e la Giulia uscita diversi anni prima vinceva sempre la Giulia. Quindi la dirigenza dirà: "Ma che figura ci facciamo, produciamo una nuova auto che tutte le recensioni diranno inferiore a quella precedente e non più la migliore della categoria?" Altro aspetto, in realtà qui le recensioni aiutano. Quando si fa uscire un nuovo modello normalmente è perché con la normale evoluzione che c'è con il tempo, i concorrenti, nel frattempo, hanno fatto uscire modelli migliori e quindi ci si deve adeguare. Qui invece è capitata una cosa che a memoria d'uomo (o almeno a memoria mia), non è mai capitata: dopo 10 anni un modello che era il top nel suo segmento rimane ancora il top, indipendentemente da tutto quello che i competitors hanno fatto in questi 10 anni. Quindi, in questo caso, il problema di rincorrere un prodotto concorrente non c'è proprio, anzi c'è il grosso rischio (che è praticamente una certezza) di perdere questo status di auto migliore della categoria.
Tutto quello che ho sopra esposto è, a mio giudizio, il vero motivo del continuo tergiversare e posticipare l'uscita dei nuovi modelli.
 
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Faccio l’uccellaccio del malaugurio (non me ne vogliate, cerco di essere obiettivo e realista). Temo che il vero motivo dello slittamento sia tenersi buoni i politici e gli operai in cassa integrazione per altri 1-2 anni, mentre sotto sotto i vertici Stellantis hanno già deciso che in piena crisi di utili e vendite, e con un debito elevato, va ‘razionalizzata’ la struttura produttiva per ‘preservare i soci in borsa’, riducendo l’eccesso di dispersione produttiva per molti marchi che hanno nel portfolio. Voci di corridoio che leggo cirolare sempre più insistentemente su Internet (nulla di ufficiale) parlano addirittura di tagli netti con cancellazione di case automobilistiche storicamente poco redditizie, anche visti i tanti modelli di auto ‘copia-incolla’ contenenti gli stessi pianali/motori che hanno solo scocca e interni disegnati ad hoc per sembrare diverse.
Maserati ad esempio potrebbe essere inglobata in Ferrari o messa instandby indefinitivamente, mentre le gloriose Lancia/Alfa Romeo, dopo la cura dimagrante degli ultimi 30 anni, non solo non vedrebbero più nuovi modelli ma rischierebbero la completa chiusura di fabbriche e produzione. E’ una questione di numeri e vendite, oggi una fabbrica per esistere e supportare l’indotto attorno ad essa deve produrre come minimo 100.000 auto/anno, meglio se 150-200.000. In tutto questo ovviamente i marchi francesi e americani verrebbero trattati preferenzialmente, anche per una logica politica di sedi produttive/lavoratori e di indotto legato all’industria locale che produce per esse. Noi in Italia siamo purtroppo vulnerabili dopo anni di smantellamento strutturale e politico, e al momento non siamo veramente rappresentati, solo eterne promesse vuote. Ovviamente, spero di avere torto marcio, ma la sensazione che ho a pelle è questa :/
 
Purtroppo sarà inevitabile che devono chiudere marchi. Perché ce ne sono troppi e stanno entrando pure quelli cinesi quindi lo spazio per vendere è sempre meno .. Lancia Opel ds Fiat ecc potrebbero essere chiusi è piuttosto che fare come ora meglio chiusi così rimane il buono costruttivo fatto prima esempio e auto bianchi la 112 sarà sempre ricordata e il marchio anche se chiuso non verrà mai ricordato con modelli inutili e copie di altro.. sinceramente per quello che stanno combinando in stellantis con i marchi italiani è meglio se li chiudono tao produzione e progettazione in Italia non c’è praticamente più niente e quel poco che c’è quanto potrà continuare..
 
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Faccio l’uccellaccio del malaugurio (non me ne vogliate, cerco di essere obiettivo e realista). Temo che il vero motivo dello slittamento sia tenersi buoni i politici e gli operai in cassa integrazione per altri 1-2 anni, mentre sotto sotto i vertici Stellantis hanno già deciso che in piena crisi di utili e vendite, e con un debito elevato, va ‘razionalizzata’ la struttura produttiva per ‘preservare i soci in borsa’, riducendo l’eccesso di dispersione produttiva per molti marchi che hanno nel portfolio. Voci di corridoio che leggo cirolare sempre più insistentemente su Internet (nulla di ufficiale) parlano addirittura di tagli netti con cancellazione di case automobilistiche storicamente poco redditizie, anche visti i tanti modelli di auto ‘copia-incolla’ contenenti gli stessi pianali/motori che hanno solo scocca e interni disegnati ad hoc per sembrare diverse.
Maserati ad esempio potrebbe essere inglobata in Ferrari o messa instandby indefinitivamente, mentre le gloriose Lancia/Alfa Romeo, dopo la cura dimagrante degli ultimi 30 anni, non solo non vedrebbero più nuovi modelli ma rischierebbero la completa chiusura di fabbriche e produzione. E’ una questione di numeri e vendite, oggi una fabbrica per esistere e supportare l’indotto attorno ad essa deve produrre come minimo 100.000 auto/anno, meglio se 150-200.000. In tutto questo ovviamente i marchi francesi e americani verrebbero trattati preferenzialmente, anche per una logica politica di sedi produttive/lavoratori e di indotto legato all’industria locale che produce per esse. Noi in Italia siamo purtroppo vulnerabili dopo anni di smantellamento strutturale e politico, e al momento non siamo veramente rappresentati, solo eterne promesse vuote. Ovviamente, spero di avere torto marcio, ma la sensazione che ho a pelle è questa :/
Quello che dici si legge in internet qua e là, ma contiene inesattezze e superficialità che poi sono tipiche delle notizie che girano su internet. Che Stellantis abbia troppi marchi, può anche essere vero, ma ci sono delle considerazioni da fare. La prima imprecisione: il discorso Maserati/Ferrari c'entra poco con l'eccesso di marchi e la necessità di ridurli perché parliamo di gruppi diversi. Maserati non può essere inglobata in Ferrari per il semplice motivo che non fanno parte dello stesso gruppo, quindi al massimo Ferrari potrebbe comprare Maserati (come potrebbe comprare Lamborghini o qualsiasi altro marchio automobilistico), purché Stellantis sia disposta a vendere e Ferrari a comprare ma Ferrari ha già detto di non essere interessata. Altra imprecisione: in base alla legge sul made in Italy in Italia non si possono cancellare marchi di autovetture o comunque marchi di qualsiasi altro prodotto italiano. Quindi al massimo si può smettere di produrre auto di un determinato marchio e se questa mancanza di produzione continua per cinque anni, il governo italiano può appropriarsi del marchio e farne quello che vuole in primis venderlo ad altri investitori. Quindi l'eventuale taglio di marchi italiani che Stellantis volesse attuare, alla fine comporterebbe solo il passaggio di questi marchi prima allo stato e poi ad altri soggetti ovviamente esteri (cinesi?). E poi lasciatemi dire una cosa, se Stellantis volesse vendere Masertati, anche in uno stato fallimentare, ci sarebbe la coda degli acquirenti. E dico anche un'altra cosa, nella logica di un gruppo globale come Stellantis, vendere Maserati sarebbe un'azione senza senso, e se qualcuno dice che sarebbe bene venderla perché al momento non vende auto ed è in perdita, significa che non capisce veramente niente di quelle che sono le logiche strategiche all'interno di un groppo automobilistico delle dimensioni di Stellantis.
 
Faccio l’uccellaccio del malaugurio (non me ne vogliate, cerco di essere obiettivo e realista). Temo che il vero motivo dello slittamento sia tenersi buoni i politici e gli operai in cassa integrazione per altri 1-2 anni, mentre sotto sotto i vertici Stellantis hanno già deciso che in piena crisi di utili e vendite, e con un debito elevato, va ‘razionalizzata’ la struttura produttiva per ‘preservare i soci in borsa’, riducendo l’eccesso di dispersione produttiva per molti marchi che hanno nel portfolio. Voci di corridoio che leggo cirolare sempre più insistentemente su Internet (nulla di ufficiale) parlano addirittura di tagli netti con cancellazione di case automobilistiche storicamente poco redditizie, anche visti i tanti modelli di auto ‘copia-incolla’ contenenti gli stessi pianali/motori che hanno solo scocca e interni disegnati ad hoc per sembrare diverse.
Maserati ad esempio potrebbe essere inglobata in Ferrari o messa instandby indefinitivamente, mentre le gloriose Lancia/Alfa Romeo, dopo la cura dimagrante degli ultimi 30 anni, non solo non vedrebbero più nuovi modelli ma rischierebbero la completa chiusura di fabbriche e produzione. E’ una questione di numeri e vendite, oggi una fabbrica per esistere e supportare l’indotto attorno ad essa deve produrre come minimo 100.000 auto/anno, meglio se 150-200.000. In tutto questo ovviamente i marchi francesi e americani verrebbero trattati preferenzialmente, anche per una logica politica di sedi produttive/lavoratori e di indotto legato all’industria locale che produce per esse. Noi in Italia siamo purtroppo vulnerabili dopo anni di smantellamento strutturale e politico, e al momento non siamo veramente rappresentati, solo eterne promesse vuote. Ovviamente, spero di avere torto marcio, ma la sensazione che ho a pelle è questa :/
Io la faccio più semplice non hanno nuovi modelli e delle fabbriche e degli operai italiani importa poco reset del 21 maggio
 
Semplicemente falliscono e chiudono se poi lo Stato vuole fare come Alitalia che continua a pagare debiti operai ecc quello è un altro discorso ma in Italia si produce praticamente nulla e quello che si produce vende pure pochissimo.. .. quindi se arrivasse qualche cinese a fare assemblare le sue auto da noi ben venga almeno gli operai lavorano.. mica possiamo andare avanti così che gli operai lavorano 2/3 settimane consecutive poi stanno in cassa 3/4 mesi fermi… o li mandano al estero a costruire la nuova Panda🫣🫣🫣 quindi se vendono marchi hai cinesi e magari tt i marchi italiani italiano ci guadagnano solamente così si staccano da stellantis e possono fare modelli diversi e non copie di macchine francesi che poi hanno pure avuto molti problemi ai motori ecc.. se avessero tenuto i motori italiani e gestito meglio modelli e marchi oggi non sarebbero in queste condizioni.. ormai la gente percepisce auto stellantis con molto poco affidabili e costruite approssimativamente.. peggio dei marchi cinesi.. che purtroppo faranno il c…. A moltissimi tra pochissimi anni sostituiranno tranquillamente i gruppi vw ecc.. !!
 
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