TRATTO DA UNA STORIA VERA.
Qualche mese fa, la mia vecchia macchina decide di abbandonarmi definitivamente. Guarnizione della testata andata, riparazione antieconomica. Entro nel panico, mi serve un'auto per andare a lavorare.
Decido di fare la persona adulta e responsabile: vado in una concessionaria per comprarmi un'utilitaria nuova. Una roba semplice, di segmento B, per muovermi in tangenziale.
Entro. Il venditore, in abito gessato, mi fa sedere davanti a un'auto che sembra una navicella spaziale.
"Guardi che gioiello," mi fa. "Cruscotto totalmente digitale, schermo touch da 12 pollici, frenata assistita, mantenimento di corsia, e sensore che le legge i battiti cardiaci dal volante. Prezzo di listino: 28.000 euro. Ma se fa il nostro finanziamento SuperRelax, le diamo l'anticipo zero, rate da 350 euro per quattro anni e poi una maxirata finale da 14.000 euro. Ah, la consegna è prevista tra nove mesi."
Poi aggiunge, con nonchalance: "Ovviamente l'Apple CarPlay e i sedili riscaldabili sono disattivati di fabbrica. Per sbloccarli deve fare un abbonamento mensile sull'app dell'auto. Sono solo 15 euro al mese."
Ho guardato il venditore. Ho guardato il frullatore a pile da 28.000 euro.
Gli ho risposto: "Mi scusi, io voglio comprare un mezzo di trasporto, non voglio abbonarmi a Netflix per non avere freddo al sedere".
Sono uscito. Sono tornato a casa, ho aperto Subito.it e ho impostato un filtro di ricerca drastico: Anno di immatricolazione 2001. Venticinque anni fa.
L'ho trovata a quaranta chilometri da casa mia. Una Volkswagen Golf 1.9 TDI. Grigia. Vernice un po' opaca sul tetto. Interni in tessuto. Niente schermi, niente tablet, niente sensori. Solo un cruscotto analogico, una radio con i tasti di plastica e tre manopole giganti per il climatizzatore che quando le giri fanno un rassicurante clack clack.
Vado dal proprietario, un signore in pensione che la teneva in garage coperta da un lenzuolo. Inserisco la chiave, giro. Il motore fa il rumore di un trattore agricolo, ma parte al primo millesimo di secondo.
"Mai un problema," mi fa il signore. "Cinghia fatta a centomila, tagliandi regolari. Me la tolgo perché non guido più."
Prezzo: 1.800 euro. Passaggio di proprietà incluso.
Sono andato in banca, ho prelevato i contanti, glieli ho dati in mano e sono tornato a casa con la mia auto di venticinque anni fa.
Il giorno dopo arrivo al lavoro e parcheggio. I miei colleghi, che girano tutti con SUV ibridi presi in leasing aziendale, mi guardano scendere dalla mia Golf grigia. Iniziano a fare battute.
"Ste, ma che è sto catorcio? Sei finito in bancarotta? Sembra l'auto dei rapinatori degli anni novanta!"
Li ho lasciati ridere. Non sanno cosa si perdono.
Due settimane fa, al mio collega col SUV da 45.000 euro si è bloccato il sistema di infotainment. Risultato? Non poteva nemmeno accendere l'aria condizionata perché i comandi sono tutti dentro lo schermo touch. Ha portato la macchina in officina: centralina bruciata, 1.200 euro di danno fuori garanzia e tre settimane di attesa per il pezzo di ricambio in arrivo dalla Cina. Era disperato, a piedi e incazzato nero.
Io, la settimana scorsa, ho notato che mi si era bruciata la lampadina dell'anabbagliante sinistro.
Mi sono fermato al Brico tornando da lavoro. Ho speso 4 euro e 50 centesimi per una lampadina H7. Ho aperto il cofano nel parcheggio del centro commerciale, ho sfilato un gancio di metallo, ho cambiato la lampadina e ho richiuso. Tempo totale dell'operazione: un minuto e quaranta secondi.
Vi hanno rincoglionito. Vi hanno convinto che per andare da un punto A a un punto B avete bisogno di macchine con l'intelligenza artificiale, indebitandovi per l'intera esistenza lavorativa, tremando ogni volta che la parcheggiate per strada per paura che ve la righino o che grandini.