L'apocalisse del
Nuovo Testamento, attribuibile alla scuola evangelica giovannea (cioè associata a
Giovanni) fu ipoteticamente scritta in esilio, nell'isola greca di
Patmos, intorno al
95-
100 d.C. durante una delle persecuzioni dei cristiani, probabilmente quella di
Domiziano o, meno probabilmente, quella precedente di
Nerone. Secondo molti studiosi infatti, la persona rappresentata dal citato "Numero della Bestia" altri non è che il multi-gramma di
cabala ebraica attribuibile all'imperatore
Nerone, autore della persecuzione nella quale morirono sia
Pietroche
Paolo.
Come in greco antico, così anche in alfabeto ebraico i numeri venivano scritti usando le lettere, secondo, appunto la
cabala ebraica. Se quindi si utilizzano le consonanti ebraiche del nome QeSaR NeRON (קסר נרון) si ha:
- Q (qof) = 100
- S (sameckh) = 60
- R (resh) = 200
- N (nun) = 50
- R (resh) = 200
- O (waw) = 6
- N (nun) = 50
che sommate, danno appunto 666. Una sola nota merita la vocale O che è in realtà legata alla consonante W che è una
mater lectionis, cioè una consonante che serviva a evitare equivoci nella lettura.
Critiche a questa interpretazione arrivano dal fatto che tutti gli scritti di Giovanni sono in greco antico, non in ebraico e notoriamente in questa lingua si scrivono solo le consonanti, mentre le vocali vengono solo pronunciate: la o (waw) dovrebbe essere esclusa dal computo. Inoltre, la lettera "S" (sigma, in greco) di "Caesar" (Καίσαρ, Kaisar) va tradotta con la lettera ebraica
Šin = 300, che invece viene sostituita in questa interpretazione con
Samekh = 60: nel
sistema di numerazione greco la
lettera csi equivale anch'essa al valore 60, e normalmente è fatta corrispondere all'ebraico Samekh. Per cui:
NRN QSR (Neron Caesar): n=50+r=200+n=50+q=100+s=300+r=200: Totale = 900
Dato, però, che l'Apocalisse sembra essere stata scritta al tempo di Domiziano (95 d.C. circa), un'altra corrente di pensiero punta ad interpretare il numero 666 come un riferimento allo stesso
Domiziano. Si osservi, tuttavia, che la
gematria, cioè l'utilizzo della corrispondenza fra numeri e lettere dell'alfabeto ebraico, greco o latino può produrre molti risultati diversi e costituisce più un gioco intellettuale utilizzato spesso a scopo polemico (nei secoli ognuno ha cercato di trovarvi il nome del proprio avversario), che uno strumento d'indagine.
L'ipotesi della
gematria ebraica ad opera degli esegeti dette luogo a una ricca serie di dibattiti in merito all'interpretazione simbolica ed esoterica del numero. Oggi, alimentate anche da una buona e proliferata corrente di pensiero
New Age, numerose e varie interpretazioni del numero non ci mancano. Ad esempio, quella per cui la gematria ebraica (così come greci e latini) comprendeva già il conteggio matematico posizionale delle decine e delle centinaia, ma il sistema di pura sommatoria algebrica - da noi oggi ereditato - fu solo quello arabo, introdotto per noi dai
persiani soltanto dopo il 750 d.C.; tale puntualizzazione dà corpo all'ipotesi che il "6-6-6", nella
cabala ebraica, sia solo e semplicemente la sequenza delle lettere waw-waw-waw e quindi, nel nostro mondo, corrispondente al "www" di internet. Pochi anni dopo gli scritti di Patmos, il vescovo teologo e padre della chiesa S.
Ireneo di Lione, studioso di gematria ebraica, battezzò il 666 come il "Numero della Bestia" e cioè il Numero dell'"
anti-Cristo", simbolo del male e del disordine, attraverso tre ipotesi teologiche:
- nella Bibbia il numero sette è sempre indicato come il numero della perfezione e della natura divina; il numero sei è quindi il numero dell'imperfezione e della natura umana, incline al peccato, alla passioni disordinate e alla disobbedienza alle leggi di Dio.
- in base all'alfabeto greco dal 666 si possono ottenere altri nomi: Euanthas, Lateinos e Teitan.
- se il 6-6-6, come dice l'Apocalisse, è un numero ed un nome di uomo, sappiamo che, secondo le culture dell'epoca, esso indicherebbe sia l'uomo che la sua precisa missione. Il numero di uomo potrebbe essere quindi il simbolo di un dualismo 3-3-3 x 2legato all'oscillazione tra bene e male, e alla precisa missione simbolica di una specie di "anti-Trinità" (ripresa altresì nella Apocalisse al capitolo 16). In pratica, Drago-antiCristo-falso profeta, contrapposti a Padre-Figlio-Spirito Santo, sulla corrente della allora contemporanea prima dottrina teologica sulla Trinità cristiana (ad opera di Teofilo di Antiochia e di Tertulliano, II secolo d.C.)
Da allora, l'interpretazione del 666 fu attribuito, in generale, al simbolo del male.