Off-Topic: BAR da Flavio, chiacchiere generiche tra Alfisti

A mio avviso, e nn vorrei innescare polemiche, quando e se riusciremo ad uscire da questa "bella europa" sarà sempre troppo tardi!

Ringraziamo di tutto cuore chi ha fatto di tutto per poterci fare entrare impoverendoci subito del 50% dei nostri averi

Ora ci pagano x NN produrre , anzi se mettiamo il fotovarico sui campi siamo anche ben visti xkè partecipiamo alla transizione ecologica. La mece agricola , grazie anche alla Grande Distribuzione Organizzata, arriverà via via da dove costa meno. Peccato che da dove arriva per coltivarla usano tutti i prodotti che da noi sono vietati ... e si, ma là son concessi! Quindi qui si possono vendere e te te li magni.

Ho finito, scusate lo sfogo ma c'avevo proprio la vena chiusa!
Capisco lo sfogo, ma non diamo ad altri le nostre colpe che sono solo nostre.

Un conto è chi ha sbagliato le modalità di cambio dell'entrata in Europa, e questo è un fatto indiscutibile.

Poi, dall'Europa è si arrivata burocrazia, ma il mercato unico ha dato potenziali vantaggi e stabilità che noi non siamo stati capaci di sfruttare.

Inoltre, l'Italia è tra i principali beneficiari dei fondi UE. Negli ultimi 5 anni sono arrivati quasi 400 miliardi (mal contati; a fronte di un centinaio versati).

Se poi i nostri governanti non sono neanche capaci di usarli per la crescita, oltre l'80% sono stati sprecati, non diamo la colpa all'Europa.
Di fatto è da 20 anni che non c'è alcun piano di crescita neanche semi-serio, e questo non dipende dall'Europa.

E prima o poi speriamo di poter mettere a fattor comune il nostro debito monster (oltre 2.600 miliardi) con quello degli altri stati, altrimenti si che piangeremo sangue.

Scusate anche il mio di sfogo.
 
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Appunto!


UK l'hanno capito e l'hanno fatto !
Negli ultimi sondaggi il 55-60% dei britannici vorrebbero rientrare in Europa....

Forse qualcuno ha anche capito che è meglio cambiarla da dentro che uscirne.
A ognuno il suo giudizio, ovviamente.
 
Capisco lo sfogo, ma non diamo ad altri le nostre colpe che sono solo nostre.

Un conto è chi ha sbagliato le modalità di cambio dell'entrata in Europa, e questo è un fatto indiscutibile.

Poi, dall'Europa è si arrivata burocrazia, ma il mercato unico ha dato potenziali vantaggi e stabilità che noi non siamo stati capaci di sfruttare.

Inoltre, l'Italia è tra i principali beneficiari dei fondi UE. Negli ultimi 5 anni sono arrivati quasi 400 miliardi (mal contati; a fronte di un centinaio versati).

Se poi i nostri governanti non sono neanche capaci di usarli per la crescita, oltre l'80% sono stati sprecati, non diamo la colpa all'Europa.
Di fatto è da 20 anni che non c'è alcun piano di crescita neanche semi-serio, e questo non dipende dall'Europa.

E prima o poi speriamo di poter mettere a fattor comune il nostro debito monster (oltre 2.600 miliardi) con quello degli altri stati, altrimenti si che piangeremo sangue.

Scusate anche il mio di sfogo.
L'adozione dell'euro e l'ingresso nell'Unione Europea hanno comportato alcuni svantaggi per l'Italia, specialmente in un contesto di bassa crescita e di crisi economiche globali. La perdita di sovranità monetaria ha impedito all'Italia di reagire rapidamente a turbolenze economiche, e la pressione per ridurre il debito ha spesso ostacolato investimenti pubblici cruciali.
La combinazione di questi fattori ha indebolito la posizione economica dell’Italia rispetto alle principali potenze industriali globali.

Prima dell’introduzione dell’euro, l’Italia aveva il controllo sulla sua politica monetaria attraverso la lira. La Banca d’Italia poteva manipolare i tassi di interesse, e quindi l’inflazione e il tasso di cambio, per favorire l’economia nazionale.

Ad esempio, in tempi di recessione, la svalutazione della lira avrebbe reso le esportazioni italiane più competitive sul mercato internazionale. Con l'euro, però, questo potere è stato ceduto alla Banca Centrale Europea (BCE), che ha una politica monetaria comune per tutta l'Eurozona.

Certo che, non si può attribuire la responsabilità esclusivamente alla moneta unica: anche le sfide interne, come la bassa innovazione e il declino demografico, hanno avuto un ruolo determinante.

Ma, nell'economia mondiale fino al 2000 oscillavamo tra il 5° e 6° posto, mentre dal 2001 al 2008 stabilità... con forte rallentamento, fino al 2014 scivolando fino al 9° posto, dal 2015 al 2019 stabile all'8°, 2022 scende al 7° periodo covid, dal 2023 si riprende l'8°, ad oggi nel 2026 continua la lenta crescita (dura da 20 anni) oscillando in ~8ª posizione.

Infatti le prime 4 economie in EU sono da 25 anni sempre le stesse DE, FR, IT, ES
 
Negli ultimi sondaggi il 55-60% dei britannici vorrebbero rientrare in Europa....

Forse qualcuno ha anche capito che è meglio cambiarla da dentro che uscirne.
A ognuno il suo giudizio, ovviamente.
E' vero... il consenso è calato, si erano abituati molto bene senza dogane e ritardi nell'export/import, meno burocrazia alle aziende, disponibilità di lavoratori "stranieri" che occupavano lavori poco graditi, pur mantenendo la sovranità monetaria !!
 
Negli ultimi sondaggi il 55-60% dei britannici vorrebbero rientrare in Europa....

Forse qualcuno ha anche capito che è meglio cambiarla da dentro che uscirne.
A ognuno il suo giudizio, ovviamente.
Perché loro non hanno vissuto gli svantaggi di passare alla moneta unica.
 
L'adozione dell'euro e l'ingresso nell'Unione Europea hanno comportato alcuni svantaggi per l'Italia, specialmente in un contesto di bassa crescita e di crisi economiche globali. La perdita di sovranità monetaria ha impedito all'Italia di reagire rapidamente a turbolenze economiche, e la pressione per ridurre il debito ha spesso ostacolato investimenti pubblici cruciali.
La combinazione di questi fattori ha indebolito la posizione economica dell’Italia rispetto alle principali potenze industriali globali.

Prima dell’introduzione dell’euro, l’Italia aveva il controllo sulla sua politica monetaria attraverso la lira. La Banca d’Italia poteva manipolare i tassi di interesse, e quindi l’inflazione e il tasso di cambio, per favorire l’economia nazionale.

Ad esempio, in tempi di recessione, la svalutazione della lira avrebbe reso le esportazioni italiane più competitive sul mercato internazionale. Con l'euro, però, questo potere è stato ceduto alla Banca Centrale Europea (BCE), che ha una politica monetaria comune per tutta l'Eurozona.

Certo che, non si può attribuire la responsabilità esclusivamente alla moneta unica: anche le sfide interne, come la bassa innovazione e il declino demografico, hanno avuto un ruolo determinante.

Ma, nell'economia mondiale fino al 2000 oscillavamo tra il 5° e 6° posto, mentre dal 2001 al 2008 stabilità... con forte rallentamento, fino al 2014 scivolando fino al 9° posto, dal 2015 al 2019 stabile all'8°, 2022 scende al 7° periodo covid, dal 2023 si riprende l'8°, ad oggi nel 2026 continua la lenta crescita (dura da 20 anni) oscillando in ~8ª posizione.

Infatti le prime 4 economie in EU sono da 25 anni sempre le stesse DE, FR, IT, ES

L'Italia rischia un ulteriore calo nella classifica mondiale.

Il problema più grave è la demografia, sempre più vecchi e tasso di natalità basso (minore capacità produttiva).
Inoltre da oltre 20 anni la produttività italiana cresce molto meno rispetto agli altri paesi.
L’Italia poi investe meno in innovazione; digitalizzazione; infrastrutture; ricerca e sviluppo, e quindi non può che rimanere indietro.
A tutto questo aggiungi che, pur essendo il settore industriale italiano forte, soffre la concorrenza asiatica; ha costi energetici più alti ed è composto da molte PMI che faticano a scalare ed a competere con le grandi aziende.
E tutto è peggiorato da un debito pubblico che non consente investimenti pubblici e riduzione delle tasse, ma anche dalla totale mancanza di politiche di crescita.

E quindi direi che presto saremo superati da paesi come la Corea del sud, l'Indonesia e forse il Messico che stanno crescendo molto più rapidamente di noi.