Pomigliano non convince Marchionne..

Discussione in 'Alfa Romeo News' iniziata da J.Kay, 17 Luglio 2006.

  1. Purtroppo (meglio dire per fortuna) devo assolutamente dare ragione a Marchionne nel valutare fabbriche diverse da Pomigliano per i nuovi modelli.
    Parlo a ragion veduta, visto che ho lavorato per l'Alfa per molti anni (adesso non + ).
    Per quanto riguarda Pomigliano....se posso essere franco....è un Kasino.
    Ed ho detto tutto.
    Le cose positive ci sono perbacco, ma è tutta la struttura e l'organizzazione che fa acqua. Le foto che ho visto sopra ne sono un esempio lampante. E i commenti la riprova.
    Chiedo solo di non incominciare la solita diatriba all'italiana che è colpa dei padroni, degli operai, di questo o di quello. La colpa o i meriti sono di tutti, se le cose vanno male è colpa di tutti. E se le cose vanno bene il merito non è solo di uno.
    Marchionne sta cercando di fare quello per cui è pagato, perlomeno lui rispetto ai suoi predecessori è stato un uomo di parola, lungimirante e aggiungo lavoratore. :allesmoegliche009:
    Anzichè dedicarsi a migliorare le fabbriche e le produzioni potrebbe benissimo passare la vita lavorativa giocando a tennis come hanno fatto tanti altri.

    Quello che mi rattrista è vedere Arese scomparsa....se non fosse stata smantellata avrebbe potuto rinnovarsi e dire la sua ancora oggi, sia con i motori made in Arese sia con le produzioni dei nuovi modelli. Purtroppo non è andata così.

    Quì tutti (e dico tutti) devono darsi una regolata altrimenti poi non vadano a piangere sul lavoro perso. Dobbiamo pensare che altrove esiste manodopera valida seria ed onesta ad un costo minore del nostro, che piaccia o meno alla manodopera italiana. Certo, io preferirei fare le vetture con gli italiani, ma quando vedo che dietro alle linee di montaggio si cucinano le peperonate e il giorno della Nazionale la gente smette di lavorare, beh, permettetemi, ma la produzione la sposterei.
    Scusate la franchezza.
     

  2. E pare proprio che sia così Lele ... ;)

    L'amministratore delegato di Fiat Group Automobiles, Sergio Marchionne, è stato ancora una volta di parola. Aveva promesso un impegno speciale per il rilancio degli stabilimenti del Mezzogiorno e oggi, dopo averlo presentato al premier Romano Prodi, ha illustrato ai vertici sindacali il piano da 110 milioni di euro per integrare nel ciclo produttivo e strategico del gruppo gli gli impianti di Pomigliano d'Arco e di Termini Imerese. Unanime, dai segretari generale di Cgil, Cisl e Uil ai vertici delle sigle di categoria, la condivisione dell'impegno messo in campo da Torino.
    In una nota Fiat conferma dunque di "assumersi l'impegno di completare l'integrazione dello stabilimento di Pomigliano nel sistema produttivo", attraverso "un importante piano di investimenti tecnologici da 70 milioni di euro complessivi".
    Questi investimenti - spiega la casa automobilistica - "saranno accompagnati da un pesante intervento di formazione dei dipendenti". Programmando uno stop produttivo di circa 2 mesi, Fiat aggiungerà "altri 40 milioni di euro di costi aggiuntivi". L'obiettivo - spiega Fiat - "é di portare lo stabilimento al livello della migliore concorrenza e creare le condizioni necessarie per destinare a Pomigliano la produzione di nuovi futuri modelli". Per ciò che riguarda Termini Imerese invece, Marchionne ha spiegato ai rappresentanti sindacali di puntare al raddoppio della capacità produttiva e a una maggiore economia nell'indotto.
    Positive le reazioni dei sindacati. "E' stato un incontro importante - ha detto il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni - La Fiat ha fatto una proposta innovativa e impegnativa sullo stabilimento di Pomigliano e di Termini Imerese. E' una sfida per tutti. Dobbiamo impegnarci insieme per cogliere questo grande obiettivo che porterà benefici all'occupazione del Sud e a tutto il Paese". Un "giudizio positivo" è stato espresso anche dal leader della Uil Luigi Angeletti, che ha spiegato che "l'azienda investe per ristrutturare lo stabilimento di Pomigliano D'Arco e lo fa facendo formazione per i lavoratori e senza fare cassa integrazione: siamo soddisfatti".
    "Mi pare ci siano le condizioni per lavorare", gli fa eco il segretario generale della Fim Giorgio Caprioli, mentre il suo omologo della Uil, Tonino Regazzi giudica "molto positivo" l'approccio di Fiat di cui sottolinea il fatto che "per i lavoratori non ci sarà neanche un giorno di cassa integrazione" e che "saranno investite risorse negli stipendi e nella formazione".

    Roma 4 dicembre 2007 (ANSA).
     
  3. Non bisogna fare d tutta l'erba un fascio, però gli operai d Pomigliano nn convengono alla FIAT. Quando è stato chiesto loro di fare lavoro straordinario per la produzione MASSICCIA della 147, loro s rifiutarono!!!
    Persone ke nn lavorano = Produzione lenta = Meno soldi!!!!
    Il personale di CASSINO è ben lieto d lavorare extra (già lo fanno, perkè il reparto verniciatura di CASSINO è il più nuovo e tecnologicamente avanzato, per esemipo venriciano già scocche ALfa Romeo ke poi tornano a Pomigliano per l'assemblaggio).
    Pensate ke convenga all'ALFA questo via vai?
    Pensate che convenga tenere uno stablimento "parassita" aperto? Forse si, forse no.....certo nn decidiamo noi
     
  4. ma dai se 1 non ha voglia di lavorare è meglio che stia a casa,cosa vuol dire che per protesta fanno le macchine con il culo,non lo sanno che facendo cosi ci rimette tutto il Paese?è logico che poi la gente va a comprare all'estero!si devono solo vergognare e rabboccarsi le maniche!
     
  5. Ovviamente mi fa piacere Tibe .:blink:.

    Anche perchè l'alternativa sarebbe stata la papabile chiusura e il trasferimento delle Produzioni in altri stabilimenti.
    L'unica cosa (trita e ritrita, ma è la triste realtà) che dispiace è aver fatto Morire Arese ed adesso investire 70 milioni di Euro su Pomigliano.....è una cosa che fa pensare....e non poco...visto che l'Alfa è nata ad Arese. Senza nulla togliere alle capacità dei napoletani.
     
  6. ho i tuoi stessi dubbi infatti... ma di certo un bel rinnovamento nn puo' ke giovare, dato la nota qualita' costruttiva della fabbrica...:smiley_029:
    Anke se in tutto cio'! io ke l'ho ordinata la settimana skorsa e mi han detto ke avra' ritardi di 2 mesi, nella consegna... dovuti all'aggiornamento dello stabilimento di Pomigliano... mi inquieta parekkio... kissa' quando e sopratutto kome uscira' :eek:??! la Mia futura bimba:aktion053:. Non dormiro' sonni tranquilli...:Idea:
     
  7. verissimo........nn c'e voglia di migliorare..mi dispiace dirlo,ma si stanno giocando il posto di lavoro..da soli..
     
  8. Grande, come hai fatto ad avere queste foto? Ma è mai possibile che succedono queste cose?
     
  9. Ricordati che chi lavora non si deve mai vergognare. La realtà di Pomigliano non è fatta solo di persone che lavorano male. Purtroppo è anche vero che su 5000 persone ne bastano 200 perchè le cose non vadano come dovrebbero. Speriamo che i lavoratori sani di Pomigliano si prendano un abella rivincita sui "malfattori".
     
  10. Possiamo solo sperare che alla riapertura Pomigliano dia segni di ripresa e venga rilanciata la grande Alfa Romeo di un tempo
    :cool001:
     
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