Se un veicolo ha a bordo una pila atomica, tu come lo definisci? Io lo definisco veicolo atomico. Se avesse avuto un serbatoio per la benzina l’avrei definito veicolo a benzina.
Allora cerchiamo di capirci, se intendi per atomico qualsiasi cosa dove ci sia una trasformazione, allora anche alcuni rilevatori di fumo sono atomici, insieme a tante altre cose.
Qui il termine pila atomica si usa solo per fare scalpore nella notizia (ormai la comunicazione funziona così, anche se poi c'è qualcuno che si esalta e qualcuno che si spaventa).
La pila Betavolt non è “energia nucleare” come quella delle centrali o delle bombe. Non avviene nessuna reazione nucleare, nessuna fissione, nessuna fusione, nessuna reazione a catena incontrollabile.
Dentro c’è un materiale che emette particelle beta molto deboli (elettroni). Questi elettroni vengono raccolti da un semiconduttore e trasformati in corrente elettrica.
Vedila come una pila che si “auto‑ricarica” lentamente grazie al decadimento naturale dell’isotopo.
Il residuo è rame stabile (Cu‑63). (il rame non è radioattivo), e qualche milligrammo di materiale residuo non ancora completamente decaduto.
Le particelle beta del Ni‑63 non penetrano la pelle. Bastano pochi millimetri di plastica o metallo per schermarle e la quantità totale di radioattività è molto bassa (categoria “low‑level waste”).
È paragonabile ai rifiuti radioattivi dei rilevatori di fumo o dei vecchi pacemaker nucleari.
Detto questo, secondo te produrranno mai veicoli che non hanno bisogno di essere riforniti? E se si, quanto costeranno?
E perché no?
Alla fine è solo una questione di prezzo.
E tanto nel futuro la stragrande maggioranza delle auto sarà presa a noleggio.
Ogni giorno se ne sente una, nel frattempo producono sempre e solo auto con batterie al litio
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Per tutte le cose serve tempo.
Ma negli ultimi anni le evoluzioni sono molto più veloci.