Gli incentivi, la fiscalità sulle flotte e i limiti alle emissioni non dimostrano che l’auto elettrica non abbia domanda; dimostrano che il legislatore vuole accelerare una transizione. È successo in molti settori: catalizzatori, norme Euro, cinture, airbag, carburanti senza piombo... La regolazione ha spesso anticipato o spinto l’industria, ma questo non significa che i prodotti risultanti fossero inutili o senza mercato.
Inoltre l’idea che nessuno avrebbe investito nell’elettrico senza imposizioni europee non regge. Tesla, Nissan Leaf, Renault Zoe, BMW i3 e la piattaforma MEB di Volkswagen esistevano prima della norma europea del 2035. GM aveva già stanziato decine di miliardi su elettrico, batterie e guida autonoma pensando soprattutto al Nord America, non certo solo all’Europa. Quindi non è vero che l’elettrico nasce perché Bruxelles “ordina” alle aziende di farlo. Bruxelles ha accelerato una traiettoria che era già partita.
La mia tesi è questa: puoi criticare legittimamente le imposizioni europee e gli incentivi selettivi, ma non puoi concludere che l’elettrico non abbia mercato o che le case auto ci investano solo perché obbligate. Ci investono anche perché batterie, software, efficienza, costi d’uso e concorrenza cinese stanno cambiando l’industria. La norma europea non ha inventato l’elettrico: ne ha accelerato l’adozione.
Oggi sembra ovvio che il telefono mobile avrebbe conquistato il mondo, ma all’inizio non era affatto ovvio: costava tantissimo, pesava, aveva poca autonomia, copertura limitata e prestazioni ridicole rispetto al telefono fisso. Il fatto che poi sia diventato indispensabile non dimostra che il mercato fosse certo dal giorno uno ma dimostra che qualcuno ha investito su una tecnologia acerba perché ne vedeva il potenziale.
Anche dire che “il mercato non c’è” è troppo netto. Il mercato non è uniforme: in alcuni Paesi corre, in altri fatica; alcune fasce di prezzo sono ancora deboli, altre funzionano; alcune persone non comprano elettrico per infrastrutture, prezzo o abitudini. Ma questo non equivale a dire che il prodotto non abbia domanda. Se nel mondo si vendono milioni di elettriche l’anno, il mercato esiste. Si può discutere se sia maturo, se sia incentivato, se sia sostenibile per tutte le case, ma non che sia inesistente.