Common rail: tra passato e futuro....

Discussione in 'Schede Tecniche' iniziata da Deltaoscar, 31 Gennaio 2008.

  1. Non lo sanno in molti, ma la rivoluzione del Diesel è avvenuta in sinergia tra il Centro ricerche Fiat di Orbassano (To) e Modugno, alle porte di Bari.
    Qui dal 1988 la Elasis sviluppò i componenti più critici e qualificanti del sistema common rail, la pompa di alta pressione e l'elettroiniettore.
    Mario Ricco - gavetta all'Università di Bari come ricercatore e poi alla Nuovo Pignone, alla Weber Altecna e alla Magneti Marelli - all'epoca dirigeva la Elasis: "Nella seconda metà dell'88 feci le prime prove su una vecchia Croma". Oggi, a 66 anni, lavora ancora sul Common Rail: fa il consulente del centro ricerche Fiat Powertrain Technologies di Valenzano (Bari).
    "Stiamo sviluppando - dice Ricco - elettroiniettori con prestazioni ancora più avanzate, per adeguare gli impianti di iniezione Diesel alle future norme antinquinamento Euro 5 ed Euro 6, molto severe sulle polveri sottili, che oggi sono la "spina" dei motori a gasolio".
    Quando arriverà la produzione a regime? "Nel 2011, per la parte più sofisticata del progetto, quella per l'Euro 6. E Bari ci sarà: la Bosch ha appena definito l'aggiunta di due linee produttive di pompe di alta pressione e l'ampliamento del proprio centro di ricerca barese. Un investimento da 120 milioni".
    L'avventura di Fiat e Bosch nel diesel dura dai primi esperimenti dell'88, ma fu formalizzata solo nel marzo '94 con un accordo di collaborazione che portò nell'autunno '97 alla produzione industriale per l'Alfa 156 e nel settembre '99 all'apertura a Modugno di un grande stabilimento Bosch da 130 miliardi di lire che ancora oggi dà lavoro a 2mila persone. "All'inizio - ricorda Ricco - i tedeschi erano molto prudenti, anche dopo la firma del '94. Ma poi fu superata ogni perplessità: rispetto ai motori convenzionali, avevamo introdotto l'elettronica nell'iniezione in modo estremamente efficace. Così nel 2001 si arrivò alla seconda generazione del Common Rail, il Multijet. E ora, alla vigilia dell'arrivo della terza, la Bosch ha qui un centro ricerche con quasi 150 neolaureati".