Il FAP Filtro Anti Particolato

Discussione in 'Schede Tecniche' iniziata da 156Sportwagon, 29 Maggio 2007.

  1. Il Filtro attivo AntiParticolato (in francese "filtre à particules", FAP) è un dispositivo introdotto da Peugeot per abbattere le emissioni inquinanti da polveri sottili dei motori diesel.

    La tecnologia è stata introdotta dal gruppo PSA Peugeot Citroën già nel 2000. Col passare del tempo alcune province – come quella di Bolzano nel 2003, e recentemente anche la Regione Emilia Romagna nel 2004 – hanno deliberato a favore delle automobili dotate di FAP concedendo deroghe alle targhe alterne. Oggi molte amministrazioni locali concedono deroghe al blocco del traffico alle automobili dotate di filtro FAP, le ultime ad inserire la deroga sono state Torino, Frosinone e Trento.


    FUNZIONAMENTO

    Il filtro aggrega le microparticelle di scarico della combustione in agglomerati di particelle senza un legame chimico miscelando al gasolio una sostanza chimica detta "cerina" (ossido di cerio) che possiede questa caratteristica. In questo modo, le particelle diventano imprigionabili dal filtro e non si disperdono in atmosfera. Il processo è controllato in modo automatico dal sistema FAP. Fisicamente la cerina è collocata in uno speciale serbatoio di 5 litri, presente fin dall'uscita dalla fabbrica. Ogni modello ha una sua autonomia di cerina compresa generalmente fra i 70 000 ai 80 000 chilometri, oltre la quale si deve riempire nuovamente di cerina il serbatoio durante le normali operazioni di manutenzione in officina. Negli ultimi anni il sistema FAP ha beneficiato di investimenti migliorativi nella scelta dell'additivo e del supporto filtrante che hanno consentito un ulteriore guadagno in termini di autonomia.

    Gli agglomerati catturati dal filtro hanno un'infiammabilità minore e sono bruciati successivamente: il sistema automatico del FAP decide il momento opportuno per la rigenerazione del filtro (prevalentemente durante i percorsi extraurbani ogni 300-400 chilometri). È possibile vedere in alcuni video:

    www.clubalfa.it//images/schedetecniche/fap/autobahn_en.wmv
    www.clubalfa.it//images/schedetecniche/fap/catalyzed_intro_en.wmv
    www.clubalfa.it//images/schedetecniche/fap/extra_urban_en.wmv
    www.clubalfa.it//images/schedetecniche/fap/urban_en.wmv
    www.clubalfa.it//images/schedetecniche/fap/urban_soot_en.wmv

    come funziona tale tecnologia nel sito della ditta che li produce, la EngelHard (recentemente acquisita da BASF).

    La tecnologia FAP è stata anche premiata da Legambiente e Regione Lombardia con il premio "Innovazione Amica dell'Ambiente 2003.


    EFFETTI SULL'AMBIENTE


    L'obiettivo principale di questo dispositivo è l'eliminazione del particolato di origine carboniosa emessa dai motori diesel, particolato pericoloso in quanto contiene sostanze fortemente tossiche come gli idrocarburi policiclici aromatici e le diossine.

    In base agli studi sperimentali, il FAP ha dimostrato a oggi una notevole efficacia nell'abbattimento del particolato fine emesso dai motori diesel. In particolare, secondo le misurazioni effettuate dall'Istituto Sperimentale per i Combustibili, le polveri vengono abbattute di 7 volte in massa e di 10000 volte in numero. L'efficacia di questa tecnologia è stata verificata fino a particelle delle dimensioni di 10 nanometri.

    Recentemente alcuni studiosi hanno ipotizzato una forte produzione di nanopolvere da parte di questo dispositivo: la combustione dell'agglomerato ad alta temperatura creerebbe dei composti molto più piccoli che sfuggono al filtro, potenzialmente più pericolosi per l'organismo umano.
    Ciò avverrebbe nel caso di un'ostruzione dello scarico che faccia restare più a lungo nel filtro i caldi fumi di scarico; oppure perché le difficoltà a ripartire da fermo spingono a brusche accelerate ed emissioni di fumi caldi, a "tirare" il motore in mezzo al traffico cittadino.
    Secondo questo ipotetico scenario dal punto di vista legislativo lo scarico sarebbe a norma costituendo tuttavia un danno per la salute pubblica.

    Queste teorie sono fortemente contestate dai ricercatori dell'Istituto Sperimentale per i Combustibili in quanto contrastanti con i risultati sperimentali acquisiti a livello internazionale, le quali misurazioni però non sono effettuate su tempi lunghi e quindi non comprendono la fase di rigenerazione.

    Occorre ricordare che mentre le temperature interne al motore sono dell'ordine dei 2400 °C, quelle che si generano nel filtro sono di circa 450-500 °C, quindi non dovrebbe essere la fase di rigenerazione del filtro la più critica per l'emissione di nanopolveri.

    Bisogna anche considerare che le cosiddette nanopatologie fanno esplicito riferimento a particolato di tipo inorganico, differente da quello che si ottiene normalmente dalla combustione di un combustibile fossile (quindi organico, esclusi gli eventuali additivi inorganici).
     
  2. Aggiungo la seguente nota :

    - Generalmente per i modelli top di gamma, il serbatoio di 'cerina' è provvisto di un segnalatore di livello connesso all'impianto di bordo della vettura che avvisa l'utente (oppure l'assistenza tramite rete CAN) nel caso di minima quantità presente nel serbatoio stesso.