Auto Elettrica: opinioni, confronti e novità del settore green

Quindi per te avere un frigo che giornalmente consuma il 100% in più di quello più efficiente… per te è uguale e non è una situazione degna di attenzione …
Non capisco se stai scherzando ad insistere su questo banale argomento oppure lo fai apposta. RIPETO: quel risparmio è spalmato in un anno di utilizzo. Se lo dividi per i giorni saprai il risparmio giornaliero. Ed è quello che interessa a noi se lo vuoi rapportare elle ricariche a casa della macchina a batteria. Quindi, ripeto, é totalmente irrisorio. Spero di essere stato chiaro, perché diversamente non saprei come spiegartelo.

Detto questo, é evidente che conviene sempre comprare un elettrodomestico con una classe energetica vantaggiosa. Questo a prescindere se si possiede o no una macchina a batteria.
 
Non amo le auto cinesi e credo che le eviterò ancora per un po' come sto ancora evitando le coreane.
Ma i brand sono talmente tanti che anche solo per cultura automobilistica mi interessava "inquadrarli".
Quindi ecco cosa ho trovato.


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Se lo dividi per i giorni saprai il risparmio giornaliero. Ed è quello che interessa a noi se lo vuoi rapportare elle ricariche a casa della macchina a batteria. Quindi, ripeto, é totalmente irrisorio. Spero di essere stato chiaro, perché diversamente non saprei come spiegartelo.
Se invece di “dividere” lo moltiplichi per tutti i dispositivi / elettrodomestici questo modo di pensare “tanto sono pochi watt”…… cambia sai .

Poi ci lamentiamo ….che non abbiamo kw o che la bolletta è cara
 
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Non amo le auto cinesi e credo che le eviterò ancora per un po' come sto ancora evitando le coreane.
Ma i brand sono talmente tanti che anche solo per cultura automobilistica mi interessava "inquadrarli".
Quindi ecco cosa ho trovato.


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Sì ma lo hanno già detto, ci sarà una selezione enorme

Ma era la stessa cosa agli inizi del mondo dell auto . Fiat stessa è nata dall unione di molti costruttori torinesi
Oltre alla FIAT, nacquero numerose altre case, tra cui Aquila Italiana, Diatto, Itala, Rapid, SPA e Junior. In quel periodo pionieristico si contavano oltre 18 case automobilistiche, molte delle quali scomparse nel tempo

Siamo nuovamente in una fase pionieristica …. E questa ne è la riprova
 
Sì ma lo hanno già detto, ci sarà una selezione enorme

Ma era la stessa cosa agli inizi del mondo dell auto . Fiat stessa è nata dall unione di molti costruttori torinesi
Oltre alla FIAT, nacquero numerose altre case, tra cui Aquila Italiana, Diatto, Itala, Rapid, SPA e Junior. In quel periodo pionieristico si contavano oltre 18 case automobilistiche, molte delle quali scomparse nel tempo

Siamo nuovamente in una fase pionieristica …. E questa ne è la riprova

Oggi comunque, considerando solo marchi attivi con produzione o sede europei inclusi i costruttori di nicchia, ci sono ancora circa 55–65 marchi (la variabilità dipende da come si classificano microcar, produttori artigianali e brand con attività minima).
 
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Questa la nuova fotografia sulle vendite delle auto elettriche nuove in Europa.
 

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Se invece di “dividere” lo moltiplichi per tutti i dispositivi / elettrodomestici questo modo di pensare “tanto sono pochi watt”…… cambia sai .

Poi ci lamentiamo ….che non abbiamo kw o che la bolletta è cara
Io ti devo chiedere umilmente scusa!

La colpa è mia che continuo ad argomentare su un concetto ovvio.
 
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A proposito di auto elettrica e Stellantis, vedete questo articolo che ho trovato (rif. Fanpage):

"È la storia di un’azienda – Stellantis, quella che un tempo si chiamava Fiat – che ha appena perso un sacco di soldi in borsa – circa il 25% in un giorno solo – perché ha annunciato rettifiche di bilancio pari a 22 miliardi circa. In questa svolta a U, assieme ad altre aziende cui si è associata, ha anche rinunciato a dar vita a una gigafactory per la produzione di batterie per le auto elettriche a Termoli, in Molise.
In questa fabbrica dovevano trovare lavoro circa 1800 persone tra i dipendenti dello stabilimento di Termoli di Stellantis, che è da anni in crisi, con parecchi dipendenti in cassa integrazione. Che, dicono, saranno reintegrati nella fabbrica per i cambi per le auto ibride, che tuttavia ne occuperà, al più, trecento.
Perché non si fa la gigafactory allora? Anche perché l’Unione Europea ha revocato lo stop al blocco di tutte le auto a benzina e diesel entro il 2035. E quindi, senza più obbligo di produrre veicoli elettrici, non c’era più tanto bisogno di batterie per auto elettriche.
La cosa buffa è che questo stop che ha bloccato l’investimento da 2 miliardi di Stellantis a Termoli, è stato voluto dalle destre europee, in testa quella italiana, proprio perché, si diceva, le auto elettriche avrebbero devastato il settore automobilistico italiano.
E la cosa ancora più buffa è che le destre dicevano questa cosa proprio perché le aziende automobilistiche europee, in primis Stellantis, a suo tempo non avevano creduto all’auto elettrica e si erano trovate spiazzate rispetto alle aziende americane e cinesi, che invece ci avevano investito, e tanto.
E siccome al buffo non c’è mai limite, quelle stesse aziende automobilistiche che nel frattempo avevano trasferito la loro sede legale in un paradiso fiscale – Stellantis ce l'ha in Olanda, dove si pagano molte meno tasse che in Italia – avevano continuato a chiedere soldi allo Stato.
In questo periodo di fulgore e lungimiranza, Fiat-FCA-Stellantis tra il 2000 e il 2024 ha incassato dal governo italiano circa 5 miliardi di aiuti e solo tra il 2021 e il 2024 ha staccato 2,7 miliardi di dividendi ai suoi azionisti e licenziato o prepensionato circa 10mila dipendenti.
Va detto, a onor del vero, che Stellantis ha annunciato per i prossimi anni importanti investimenti in Italia, pari a circa 6 miliardi – l'ha fatto John Elkann in persona, in audizione in Parlamento -, ma adesso bisogna capire che fine faranno, col bilancio lacrime e sangue che aspetta il gruppo. E va detto anche, sempre a onor del vero, che lo stesso governo italiano sta provando invano da anni ad attrarre qualche gigafactory automobilistica cinese in Italia, sinora senza alcun risultato.
Però, ecco, la prossima volta che vi dicono che i nemici dell’Italia sono i ragazzi che manifestano in piazza, magari per sensibilizzare sul cambiamento climatico, fatevi un favore: chiedetevi perché ve lo stanno dicendo."
 
A proposito di auto elettrica e Stellantis, vedete questo articolo che ho trovato (rif. Fanpage):

"È la storia di un’azienda – Stellantis, quella che un tempo si chiamava Fiat – che ha appena perso un sacco di soldi in borsa – circa il 25% in un giorno solo – perché ha annunciato rettifiche di bilancio pari a 22 miliardi circa. In questa svolta a U, assieme ad altre aziende cui si è associata, ha anche rinunciato a dar vita a una gigafactory per la produzione di batterie per le auto elettriche a Termoli, in Molise.
In questa fabbrica dovevano trovare lavoro circa 1800 persone tra i dipendenti dello stabilimento di Termoli di Stellantis, che è da anni in crisi, con parecchi dipendenti in cassa integrazione. Che, dicono, saranno reintegrati nella fabbrica per i cambi per le auto ibride, che tuttavia ne occuperà, al più, trecento.
Perché non si fa la gigafactory allora? Anche perché l’Unione Europea ha revocato lo stop al blocco di tutte le auto a benzina e diesel entro il 2035. E quindi, senza più obbligo di produrre veicoli elettrici, non c’era più tanto bisogno di batterie per auto elettriche.
La cosa buffa è che questo stop che ha bloccato l’investimento da 2 miliardi di Stellantis a Termoli, è stato voluto dalle destre europee, in testa quella italiana, proprio perché, si diceva, le auto elettriche avrebbero devastato il settore automobilistico italiano.
E la cosa ancora più buffa è che le destre dicevano questa cosa proprio perché le aziende automobilistiche europee, in primis Stellantis, a suo tempo non avevano creduto all’auto elettrica e si erano trovate spiazzate rispetto alle aziende americane e cinesi, che invece ci avevano investito, e tanto.
E siccome al buffo non c’è mai limite, quelle stesse aziende automobilistiche che nel frattempo avevano trasferito la loro sede legale in un paradiso fiscale – Stellantis ce l'ha in Olanda, dove si pagano molte meno tasse che in Italia – avevano continuato a chiedere soldi allo Stato.
In questo periodo di fulgore e lungimiranza, Fiat-FCA-Stellantis tra il 2000 e il 2024 ha incassato dal governo italiano circa 5 miliardi di aiuti e solo tra il 2021 e il 2024 ha staccato 2,7 miliardi di dividendi ai suoi azionisti e licenziato o prepensionato circa 10mila dipendenti.
Va detto, a onor del vero, che Stellantis ha annunciato per i prossimi anni importanti investimenti in Italia, pari a circa 6 miliardi – l'ha fatto John Elkann in persona, in audizione in Parlamento -, ma adesso bisogna capire che fine faranno, col bilancio lacrime e sangue che aspetta il gruppo. E va detto anche, sempre a onor del vero, che lo stesso governo italiano sta provando invano da anni ad attrarre qualche gigafactory automobilistica cinese in Italia, sinora senza alcun risultato.
Però, ecco, la prossima volta che vi dicono che i nemici dell’Italia sono i ragazzi che manifestano in piazza, magari per sensibilizzare sul cambiamento climatico, fatevi un favore: chiedetevi perché ve lo stanno dicendo."
Mah... Io la trovo un'analisi un po' semplicistica che, tra l'altro, "elogia" il fatto che deve essere la politica a decidere cosa devono produrre le aziende e non il mercato. E la "cosa buffa", per usare lo stesso termine di chi ha scritto questo articolo, è che non si rende neppure conto che i problemi di occupazione per la perdita dei posti di lavoro derivano proprio dal fatto che la politica ha pensato di poter stabilire per legge le preferenze dei consumatori. Per quanto riguarda gli aiuti a Stellantis, non è una novità. Anche alla FIAT dei tempi passati lo stato Italiano ha sempre dato una barca di soldi. Forse è proprio l'attuale governo che, da questo punto di vista, è stato meno "di manica larga" rispetto al passato.
 
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