Giulietta 1.6 Carburatori - 1978

L'elettronica della 156 non avvisa e poi nel 2004 era una macchina nuova ai tempi. La pompa della benzina non si guasta sempre allo stesso modo. Sulla 156 inoltre sta immersa nel serbatoio ed è difficile accorgersi quando Funziona.
Questa ha subito delle modifiche negli anni perché la sua impostazione originale è una pompa meccanica attaccata al basamento e che risulta esclusa. La sua originale Funziona ancora ma è stata adottata quella elettrica per avere più portata e pressione. Quando giri la chiave nel blocchetto la si sente ronzare, adesso è un ronzio giusto, prima faceva un rumoraccio fuori dal normale ed era solo questione di tempo. Inoltre non appena il livello della benzina cala ci sono dei momenti che pesca poca benzina e inizia a surriscaldare, basta solo che questa condizione si ripeta per due ~ tre volte e poi arriva a rompersi definitivamente. Neanche ronza più, non va e basta perché brucia il motorino.
 
già... accessibile dall’interno dell’abitacolo, sotto il sedile posteriore, mi sarei aspettato un pò di odori...
 
Non capisco per quale motivo abbiano messo una pompa elettrica su un auto a carburatori, presumo che non sia controllata da una centralina ma semplicemente che mandi in pressione il carburante indipendentemente dalla necessità del motore.
 
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Non capisco per quale motivo abbiano messo una pompa elettrica su un auto a carburatori, presumo che non sia controllata da una centralina ma semplicemente che mandi in pressione il carburante indipendentemente dalla necessità del motore.

Nelle auto da competizione certe soluzioni sono obbligate per sicurezza e prestazioni, mentre nelle auto stradali (soprattutto in passato) la logica era spesso più semplice e meno sicura.
Un esempio classico è il comando della pompa carburante. In molti impianti vecchi la pompa era collegata direttamente al circuito sotto chiave o accensione. Il problema era che, in caso di incidente, se il quadro restava alimentato la pompa continuava a spingere benzina anche con tubazioni danneggiate, aumentando molto il rischio di incendio.
Altro punto spesso sottovalutato è la posizione della pompa. In generale conviene montarla più in basso del serbatoio e in zona fresca. Così la pompa lavora “allagata”, si raffredda meglio con il carburante, riduce il rischio di cavitazione e aumenta l’affidabilità nel tempo.
Le pompe elettriche infatti lavorano meglio spingendo carburante che aspirandolo.
 
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Nelle auto da competizione certe soluzioni sono obbligate per sicurezza e prestazioni, mentre nelle auto stradali (soprattutto in passato) la logica era spesso più semplice e meno sicura.
Un esempio classico è il comando della pompa carburante. In molti impianti vecchi la pompa era collegata direttamente al circuito sotto chiave o accensione. Il problema era che, in caso di incidente, se il quadro restava alimentato la pompa continuava a spingere benzina anche con tubazioni danneggiate, aumentando molto il rischio di incendio.
Altro punto spesso sottovalutato è la posizione della pompa. In generale conviene montarla più in basso del serbatoio e in zona fresca. Così la pompa lavora “allagata”, si raffredda meglio con il carburante, riduce il rischio di cavitazione e aumenta l’affidabilità nel tempo.
Le pompe elettriche infatti lavorano meglio spingendo carburante che aspirandolo.
concordo sul discorso delle auto da competizione e anche sul fatto che questa modifica, senza un adeguata protezione determinerebbe un rischio in caso di incidente.
Peraltro, come giustamente evidenzi, si cerca di creare un "aspirazione per caduta" mente in questo caso viene messa nel vano motore e quindi non solo vi è un parallelismo con il serbatoio ma anche un "inondazione" di calore che non è ottimale per il buon funzionamento.
Sulle auto da competizione viene fatto un lavoro complessivo non dimenticandosi il giusto equilibrio di miscelazione, cosa che invece su un auto stradale non si passa continuamente il tempo a regolare i carburatori.
 
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L unico vantaggio è che se la usi poco i carburatori, svuotati per evaporazione, si riempiono velocemente favorendo un avviamento istantaneo. Ma questo tu lo sai sicuramente.
certamente vi è un vantaggio di questo tipo... però basta semplicemente seguire la regola dei 7/10 secondi per tre volte e i carburatori si riempiono lo stesso, evitando di avere un componente aggiuntivo.
 
Purtroppo questa giulietta è stata in mani per niente esperte, di buono hanno fatto solamente l'assetto TUTTO il resto é da rifare. Non appena avrò tutto pronto tornerà come deve essere.
 
Nelle auto da competizione certe soluzioni sono obbligate per sicurezza e prestazioni, mentre nelle auto stradali (soprattutto in passato) la logica era spesso più semplice e meno sicura.
Un esempio classico è il comando della pompa carburante. In molti impianti vecchi la pompa era collegata direttamente al circuito sotto chiave o accensione. Il problema era che, in caso di incidente, se il quadro restava alimentato la pompa continuava a spingere benzina anche con tubazioni danneggiate, aumentando molto il rischio di incendio.
Altro punto spesso sottovalutato è la posizione della pompa. In generale conviene montarla più in basso del serbatoio e in zona fresca. Così la pompa lavora “allagata”, si raffredda meglio con il carburante, riduce il rischio di cavitazione e aumenta l’affidabilità nel tempo.
Le pompe elettriche infatti lavorano meglio spingendo carburante che aspirandolo.
La 156 sotto al sedile anteriore aveva già l'interruttore inerziale della pompa carburante, in caso di impatto forte, un peso interno si sposta e apre il circuito, interrompendo l’alimentazione della pompa. Per riattivarla, bisognava premere il pulsante di reset dopo aver verificato che non ci siano danni.
 

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