Alfa 75 1.8 carb. niente corrente alle candele. spinterogeno?

Considerato che i parametri fisici della bobina sono all'incirca quelli di targa, non credo che il problema sia la bobina ma eventualmente il modulo elettronico.
Tra l'altro l'ultima prova suggerita, a mio parere, non è corretta.
 
Tra l'altro l'ultima prova suggerita, a mio parere, non è corretta.
La prova suggerita serve a verificare il corretto funzionamento di una qualsiasi bobina per alta tensione.
Se la reputi non corretta credo che ti sfugge qualche elemento basilare sul principio di funzionamento dei trasformatori in genere.
 
La prova suggerita serve a verificare il corretto funzionamento di una qualsiasi bobina per alta tensione.
Se la reputi non corretta credo che ti sfugge qualche elemento basilare sul principio di funzionamento dei trasformatori in genere.

No tranquillo, i trasformatori li conosco bene....

Quello che non mi è chiaro è quel filo "a penzoloni" che gli hai fatto strofinare e che presuppongo arrivi dal modulo.
Tu piuttosto sai come funziona il modulo dell'accensione elettronica?
 
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Su youtube mi sono imbattuto in un video in inglese che suggerisce come controllare una bobina d'accensione a banco.
Praticamente sul + della bobina ci si mette il + della batteria, sul - della bobina un filo qualunque, sul - della batteria un cavo che va a connettersi sulla filettatura della candela (mettendola a massa praticamente) poi con filo a penzoloni collegato a - della bobina si tocca la massa sulla candela e la bobina in quel momento scarica.
link:

Ho fatto questa prova e in effetti ho visto qualche scarica, anche se di giorno con la luce non l'ho potuta apprezzare in pieno.
In questi giorni ho fatto ricerche per capire come funziona il modulo d'accensione e una bobina in genere, e da quello che ho capito il modulo d'accensione dovrebbe inviare un impulso di massa al - della bobina coordinandosi con i segnali provenienti, in questo caso, dal sensore di hall sullo spinterogeno.
In pratica e la stessa cosa che si fa manualmente nell'esempio qua sopra.
Interrompendo bruscamente la tensione sul primario della bobina la corrente passa sul secondario facendo scoccare la candela.

Ora devo verificare: 1) lo spinterogeno manda il segnale al modulo?
2) se effettivamente lo manda il modulo manda l'impulso alla bobina?

I segnali che manda lo spinterogeno sono da 4.5/5v circa ad onda quadra su due pin del modulo dove l'utente Andyjoe li ha misurati come una tensione da 9v. Sempre dal theard sulla Q.V. citato al primo messaggio
Ho testato la tensione ai pin 5 e 6, in fase di accensione ho rilevato 9 Volta circa
Come li ha misurati Andyjoe inserendo i puntali nei rispetti pin 5 e 6? oppure uno per volta e un puntale a massa?
Se volessi musurare l'impulso che il modulo dovrebbe mandare alla bobina come potrei fare?
 
Tu piuttosto sai come funziona il modulo dell'accensione elettronica?
Ho capito, ti spiego un altra cosa.
La centralina elettronica, durante il funzionamento del motore con tutti i suoi parametri in regola, non fa altro che interrompere il negativo della bobina nei momenti delle fasi di accensione (perchè come tu ben sai, l'arco voltaico si crea nell'istante in cui viene a mancare la connessione del negativo) ; ciò vuol dire che a motore fermo e quadro acceso, sulla bobina arrivano continuamente 12volt e se leggi i post precedenti questo è stato anche confermato con la prova tester.
Il mio "filo a penzoloni", serviva a far capire che manualmente andava connesso e sconnesso manualmente dalla bobina per far creare la scintilla alla candela.
Spero di essere stato chiaro.
 
Ho capito, ti spiego un altra cosa.
La centralina elettronica, durante il funzionamento del motore con tutti i suoi parametri in regola, non fa altro che interrompere il negativo della bobina nei momenti delle fasi di accensione (perchè come tu ben sai, l'arco voltaico si crea nell'istante in cui viene a mancare la connessione del negativo) ; ciò vuol dire che a motore fermo e quadro acceso, sulla bobina arrivano continuamente 12volt

Sei proprio sicuro che avvenga quello che scrivi.... con le puntine platinate è così, con l'elettronica è un pò diverso.

Ti sei mai chiesto come mai in presenza del modulo elettronico lasciando il quadro acceso non "bruci" la bobina a differenza che con le puntine?
Se fosse come sostieni la bobina sarebbe sempre alimentata in continua (e di continuo) e brucierebbe ne più ne meno come con le puntine.
Ripeto è molto difficile che con l'accensione elettronica una bobina si possa bruciare se proprio proprio và in perdita e talvolta scarica a massa.
 
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Ho fatto questa prova e in effetti ho visto qualche scarica, anche se di giorno con la luce non l'ho potuta apprezzare in pieno.
Anche perchè per avere una scintilla "sostanziosa" dovresti inserire un condensarore interrompa bruscamente il flusso di corrente come del ressto c'è nell'impianto con le puntine.
In questi giorni ho fatto ricerche per capire come funziona il modulo d'accensione e una bobina in genere, e da quello che ho capito il modulo d'accensione dovrebbe inviare un impulso di massa al - della bobina coordinandosi con i segnali provenienti, in questo caso, dal sensore di hall sullo spinterogeno.

Corretto!
Impulso che serve anche al contagiri... magari quando fai la prova evita di collegare il filo verde.


Ora devo verificare: 1) lo spinterogeno manda il segnale al modulo?
2) se effettivamente lo manda il modulo manda l'impulso alla bobina?

Corretto!

I segnali che manda lo spinterogeno sono da 4.5/5v circa ad onda quadra su due pin del modulo dove l'utente Andyjoe li ha misurati come una tensione da 9v.

Se conosci un pò di elettronica saprai anche da dove proviene l'onda quadra e perchè 5 Volt

Se volessi musurare l'impulso che il modulo dovrebbe mandare alla bobina come potrei fare?

Ti serve un oscilloscopio....
 
Ti sei mai chiesto come mai in presenza del modulo elettronico lasciando il quadro acceso non "bruci" la bobina a differenza che con le puntine?
Se fosse come sostieni la bobina sarebbe sempre alimentata in continua (e di continuo) e brucierebbe ne più ne meno come con le puntine.
Ripeto è molto difficile che con l'accensione elettronica una bobina si possa bruciare se proprio proprio và in perdita e talvolta scarica a massa.
Infatti per bruciare una bobina sui vecchi impianti ce ne voleva. qualche bobina che ho visto bruciarsi su un auto risale all'epoca della topolino, già dalle giuliette/Giulia (fine anni 60 in poi) era veramente difficile e raro bruciare bobine in quanto erano concepite con tecniche più resistenti.
Anche perchè per avere una scintilla "sostanziosa" dovresti inserire un condensarore interrompa bruscamente il flusso di corrente come del ressto c'è nell'impianto con le puntine.
Il condensatore che vi era sugli impianti con puntine platinate serviva a salvaguardare le puntine stesse da continue sfiammate durante la fase di apertura e non certamente ad agevolare la formazione di scintilla.
Ti dirò di più: quel tipo di condensatore non aveva le proprietà di effettuare scariche in quanto non era elettrolitico come quelli utilizzati in elettronica, bensi era un condensatore a carta (così chiamato) che aveva la particolarità di assorbire le sovra tensioni che si creavano con le sfiammate delle puntine).
 
Infatti per bruciare una bobina sui vecchi impianti ce ne voleva. qualche bobina che ho visto bruciarsi su un auto risale all'epoca della topolino, già dalle giuliette/Giulia (fine anni 60 in poi) era veramente difficile e raro bruciare bobine in quanto erano concepite con tecniche più resistenti.

Non era così poi raro anche sulle auto che hai citato, bastava un pò di sfiga, lasciare il quadro acceso e addio bobina.
Parlo di sfiga perchè una delle condizioni per cuocerla era che il motore si fermasse con le puntine chiuse.
Condizioni frequente in quanto il tempo in cui i contatti rimanevano chiusi era molto elevato.
Tu parli di trasformatori, pertanto saprai che se alimentati in corrente continua, defungono in breve tempo.

Il condensatore che vi era sugli impianti con puntine platinate serviva a salvaguardare le puntine stesse da continue sfiammate durante la fase di apertura e non certamente ad agevolare la formazione di scintilla.
Non è del tutto vero, senza il condensatore l'intensità della scintilla è bassissima. Prova a far funzionare il motore senza l'apposito condensatore, molto facilmente non parte nemmeno.

Ti dirò di più: quel tipo di condensatore non aveva le proprietà di effettuare scariche in quanto non era elettrolitico come quelli utilizzati in elettronica, bensi era un condensatore a carta (così chiamato) che aveva la particolarità di assorbire le sovra tensioni che si creavano con le sfiammate delle puntine).

Io ti dirò ancor di più non era solamente in carta ma addiritura isolato in olio. La sua capacità oscillava tra gli 0,25 e 0,35 microfarad e aveva una tensione di lavoro intorno ai 600 Volt.
Se conosci l'elettrotecnica dovresti sapere che una delle funzioni basilari è sì quella di salvaguardare le puntine ma soprattutto di interrompere rapidamente l'arco elettrico che si forma sulle puntine stesse, aumentando così l'intensità della scarica.
 
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Se conosci un pò di elettronica saprai anche da dove proviene l'onda quadra e perchè 5 Volt
Di elettronica in realtà non conosco molto quel poco che so è grazie a voi e alla montagna di ore che passo cercando informazioni in rete.

Tiro un pò ad indovinare 5v perchè le centraline/ moduli lavorano a 5v? Quadra perchè l'impulso è del tipo on/off e si protrae per determinato arco di tempo che allunga i picchi d'onda.?

Comunque in rete ho visto che c'è il modo di misurare il segnale, ma gli esempi che ho trovato fanno riferimento a sensori Hall a 3 vie.
positivo +12, negativo (massa), segnale.
Quello che ho io da 2 sole vie, sospetto manchi la massa che la prende direttamente dal contatto con la scocca. Ma quindi, se cosi fosse, le 2 vie che ha una sono una il positivo e una il segnale?
Se collego il multimetro a quadro acceso e girando a mano il motore dovrei poter misurare il segnale?
Scusate per le troppe domande ma sto cercando di capire come fare.
 
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