La spiegazione più probabile è che l'HVO produca meno particolato grazie alla sua composizione chimica e al più alto numero di Cetano, infatti la combustione è più pulita, il FAP si carica più lentamente e la centralina ritarda l'avvio della rigenerazione.
La spiegazione è assolutamente corretta, ma vale la pena approfondire il motivo chimico per cui l'HVO produce così poco particolato.
L'HVO è composto quasi interamente da paraffine e isoparaffine a catena lineare, che bruciano in modo completo e senza produrre il classico fumo nero. Nel gasolio tradizionale, a causare la formazione di fuliggine e particolato sono principalmente gli idrocarburi aromatici, che per legge possono rappresentare circa il 20-30% del carburante fossile. Nell'HVO, invece, la percentuale di idrocarburi aromatici è letteralmente da prefisso telefonico (nell'ordine dello 0,x%). Queste molecole ad anello carbonioso sono chimicamente molto stabili e difficili da spezzare durante la combustione; se l'ossigeno scarseggia anche solo per un millisecondo in camera di scoppio, gli aromatici si aggregano formando i nuclei del
particolato carbonioso (PM10 e PM2.5), ovvero il fumo nero. L'HVO, essendo costituito al 99% da
paraffine lineari e isoparaffine, ha legami chimici a catena aperta che si spezzano in modo lineare e bruciano completamente, lasciando come residui praticamente solo CO₂ e acqua.
Grazie a questa purezza chimica e a un numero di cetano eccezionalmente alto, la combustione all'interno dei cilindri è infinitamente più pulita. Di conseguenza, il FAP si carica molto più lentamente, il sensore di pressione differenziale non rileva ostruzioni e la centralina può ritardare l'avvio della rigenerazione fino al limite massimo previsto dal software del motore.