Auto Elettrica: opinioni, confronti e novità del settore green

Per trovare il petrolio si fora, non si scava. Per trovare le terre rare si devastano i territori.
Però effettivamente non perdi occasione per fornirti smentite o peggio ancora totali negazioni di quanto affermi
Il fatto che si faccia un foro con una trivella , non significa che sottoterra l impatto sia della stessa “superficie “
 

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Questo è vero, effettivamente la mia era un'imprecisione ma, del resto, anche per il petrolio sono necessarie strade, oleodotti, impianti di trattamento, porti.
passi per oleodotti e impianti di trattamento ma strade e porti sono infrastrutture che un territorio lo aiutano non lo devastano.
sai quale è stato il punto di forza dell'impero romano? le strade. con qll roma spostava rapidamente eserciti e merci da un capo all'altro del mondo. strade che sono usate ancora oggi

ah oltre a strade e porti mettici pure acqua ed elettricità
 
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Leggetevi qui la storia
Capirete perché , anche a fronte di grandi difficoltà iniziali , una nuova tecnologia che all inizio risulta complessa e ardita, con i naturali sviluppi si evolve e migliora
Se a quel epoca così caparbia e avventurosa , si fossero arresi, come ho già detto più volte , applicando la mentalità retrograda che oggi è sempre più diffusa saremmo ancora con il calesse .
 
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Fu così pure per gli aerei e mezzi volanti qualcuno perse pure vita per provare le varie invenzioni che poi nel tempo si sono trasformate in cose comuni..
 
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Fu così pure per gli aerei e mezzi volanti qualcuno perse pure vita per provare le varie invenzioni che poi nel tempo si sono trasformate in cose comuni..
Con la differenza che in quel periodo c’era tanta ignoranza. Oggi c’è più consapevolezza e capacità di distinguere e valutare le varie situazioni.

Gli aerei dopo qualche anno volavano. Di contro, e dopo più di un decennio di auto a batterie, il flop e il disastro delle case auto sono una triste realtà.
 
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Reazioni: gigalfa
Per chi sostiene che l'elettrico non è una imposizione... facciamo un rewind politico europeo.

Dopo lo scandalo delle emissioni truccate del 2015, l'industria automobilistica tedesca (in primis il Gruppo Volkswagen) ha scelto deliberatamente l'elettrico come via di redenzione industriale e d'immagine, investendo centinaia di miliardi di euro ben prima che l'UE decretasse lo stop al 2035.

La lobby dei costruttori europei hanno chiesto regole certe per proteggere i loro massicci investimenti nell'elettrico, spingendo la politica UE a definire una data di scadenza per eliminare la concorrenza dei motori termici.

Ocorre precisare che i ministri di tutti i paesi membri (inclusi quelli contrari a parole) hanno negoziato, modificato e infine approvato le scadenze.

Nessuna legge passa senza il via libera dei singoli Stati europei.

La decisione di puntare sulle emissioni zero entro il 2035 è il risultato di un'interazione complessa tra politica, grandi strategie industriali, competizione geopolitica globale e finanza.

I grandi fondi che finanziano le case automobilistiche (come BlackRock o Vanguard) hanno iniziato a legare i prestiti e gli investimenti al rispetto dei parametri ESG (Environmental, Social, and Governance). Le aziende automobilistiche sono state costrette a elettrificare la gamma anche per continuare a ricevere finanziamenti a tassi vantaggiosi sui mercati, oltre ad evitare "inutili e dannose" multe.

La transizione all'elettrico ha diviso l'industria automobilistica globale in due blocchi netti: "pionieri nativi" che hanno creato o sfruttato l'onda per conquistare il mercato, e i "costruttori tradizionali" che l'hanno subita, finendo schiacciati tra investimenti miliardari e vendite inferiori alle attese.

Ad oggi i veri vincitori sono i Cinesi, seguiti d Tesla e Toyota.

Ma ricordiamoci il grande responsabile "i tedeschi" del Gruppo Volkswagen, Il colosso tedesco ha promosso l'elettrico per ripulire la propria immagine dopo lo scandalo Dieselgate del 2015, investendo oltre 50 miliardi di euro per convertire intere fabbriche. Oggi subisce pesantemente la transizione: le vendite delle sue elettriche (ID) e dei brand luxury come Porsche sono in forte calo, e il gruppo si trova costretto a tagliare decine di migliaia di posti di lavoro per salvare i margini operativi. Ma anche Mercede e Bmw non se la passano bene...

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Per chi sostiene che l'elettrico non è una imposizione... facciamo un rewind politico europeo.

Dopo lo scandalo delle emissioni truccate del 2015, l'industria automobilistica tedesca (in primis il Gruppo Volkswagen) ha scelto deliberatamente l'elettrico come via di redenzione industriale e d'immagine, investendo centinaia di miliardi di euro ben prima che l'UE decretasse lo stop al 2035.

La lobby dei costruttori europei hanno chiesto regole certe per proteggere i loro massicci investimenti nell'elettrico, spingendo la politica UE a definire una data di scadenza per eliminare la concorrenza dei motori termici.

Ocorre precisare che i ministri di tutti i paesi membri (inclusi quelli contrari a parole) hanno negoziato, modificato e infine approvato le scadenze.

Nessuna legge passa senza il via libera dei singoli Stati europei.

La decisione di puntare sulle emissioni zero entro il 2035 è il risultato di un'interazione complessa tra politica, grandi strategie industriali, competizione geopolitica globale e finanza.

I grandi fondi che finanziano le case automobilistiche (come BlackRock o Vanguard) hanno iniziato a legare i prestiti e gli investimenti al rispetto dei parametri ESG (Environmental, Social, and Governance). Le aziende automobilistiche sono state costrette a elettrificare la gamma anche per continuare a ricevere finanziamenti a tassi vantaggiosi sui mercati, oltre ad evitare "inutili e dannose" multe.

La transizione all'elettrico ha diviso l'industria automobilistica globale in due blocchi netti: "pionieri nativi" che hanno creato o sfruttato l'onda per conquistare il mercato, e i "costruttori tradizionali" che l'hanno subita, finendo schiacciati tra investimenti miliardari e vendite inferiori alle attese.

Ad oggi i veri vincitori sono i Cinesi, seguiti d Tesla e Toyota.

Ma ricordiamoci il grande responsabile "i tedeschi" del Gruppo Volkswagen, Il colosso tedesco ha promosso l'elettrico per ripulire la propria immagine dopo lo scandalo Dieselgate del 2015, investendo oltre 50 miliardi di euro per convertire intere fabbriche. Oggi subisce pesantemente la transizione: le vendite delle sue elettriche (ID) e dei brand luxury come Porsche sono in forte calo, e il gruppo si trova costretto a tagliare decine di migliaia di posti di lavoro per salvare i margini operativi. Ma anche Mercede e Bmw non se la passano bene...

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Nulla da aggiungere! Hai fatto una descrizione precisa e reale.
Aggiungo solo che i soliti tedeschi, come nella storia, hanno messo in difficoltà l’Europa. E come nella storia si stanno autodistruggendo.
Il lupo per il pelo, ma non il vizio!
 
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Hanno tirato troppo la corda e ovviamente si è rotta!! Prezzi folli dellle auto qualità più che dimezzate era ovvio che prima o dopo saltava qualcosa!! Pensavano che la Cina rimanesse a guardare e comprare tt i loro prodotti poi quando si sono trovati a non vendere più nulla in Cina che per loro era il 30/50% del fatturato.. se ne sono accorti!!!
 
Ad oggi i veri vincitori sono i Cinesi, seguiti d Tesla e Toyota.
Vincitori Toyota ?

Non direi che Toyota ha vinto
Ma ricordiamoci il grande responsabile "i tedeschi" del Gruppo Volkswagen, Il colosso tedesco ha promosso l'elettrico per ripulire la propria immagine dopo lo scandalo Dieselgate del 2015, investendo oltre 50 miliardi di euro per convertire intere fabbriche.
perché li ha investiti male e danza saper fare le auto ekettriche

La transizione all'elettrico ha diviso l'industria automobilistica globale in due blocchi netti: "pionieri nativi" che hanno creato o sfruttato l'onda per conquistare il mercato, e i "costruttori tradizionali" che l'hanno subita, finendo schiacciati tra investimenti miliardari e vendite inferiori alle attese.
Tra i costruttori tradizionali , c è Renault che non ha mai dato profit warning
Perché ?
Si era presa i pochi italiani in gamba che aveva Fiat e che giustamente sono andati a lavorare all estero . Il vero genio italico
 
Toyota è il re dell'Ibrido al mondo...

perché li ha investiti male e danza saper fare le auto ekettriche
sono coglioni presuntuosi che vogliono "come sempre" prevaricare sugli altri

Tra i costruttori tradizionali , c è Renault che non ha mai dato profit warning
Perché ?
Si era presa i pochi italiani in gamba che aveva Fiat e che giustamente sono andati a lavorare all estero . Il vero genio italico
forse ti sfugge che Renault collabora attivamente con i cinesi Geely Auto Group, oltre a posseder la gallina dalle uova d'oro Dacia, diversamente avrebbero sofferto uguale
 
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