Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto

Discussione in 'Schede Tecniche' iniziata da andrea-cesenat, 4 Giugno 2013.

  1. #41bobkelso,4 Settembre 2013
    Ultima modifica: 4 Settembre 2013
    Ciao, bella discussione, mi sono andato a studiare l'alternatore pure io,
    era un po' che volevo capirci qualcosa,
    una spiegazione abbastanza chiara la ho vista qui:
    http://www.nuovaelettrauto.com/allegati/esempio_tecnica.pdf


    yes..batterie "per avviamento" al litio da un paio d'anni le trovi anche su ebay,
    le usi sulla moto per risparmiare 2,5-3 kg o sulle auto da gara per risparmiarne 10-12 kg,
    sono migliori in tutto (spunto/capacità, capacità/peso, resistenza a strapazzi, durata,
    resistenza al freddo, etc) però per ora costano ancora parecchio (200e per le moto
    e circa 500 per l'auto, prezzi comunque in diminuzione abbastanza rapida) :smiley_001:.

    Al momento per avere una batteria più performante senza svenarsi conviene
    limitarsi alle batteria al piombo di tipo "gel", spendi circa 50% in più delle batterie
    al piombo non gel del tipo evoluto (quelle cosidette senza manutenzione)
    e quasi il doppio delle batterie al piombo "da battaglia" di tipo vecchio (che
    hanno spunti inferiori e piastre meno resistenti alle ricariche e alle vibrazioni),
    però queste al gel tengono la carica molto più a lungo, hanno spunti molto buoni,
    resistono un po' meglio a stapazzi;
    per me giusto sulla moto aveva un senso (sull'auto è più economico e
    pratico aumentare un po' la capacità della batteria di tipo piombo non gel)
    la ho presa per star sereno con gli avviamenti immediati..considera che anche
    se è solo 12 ampere di capacità, scollegata dalla moto è in grado di sopravvivere
    senza ricariche per i 6-8 mesi l'invernali, una batteria al piombo non gel anche nuova
    non ci riesce neanche se è da 60 ampere, poi chiaramente per farla durare di più
    la ricarico comunque ogni 2 mesi (e la trovo sempre quasi del tutto già carica)
    per non sottoporla a stress inutili (ps: se il caricatore esterno è elettronico poi è
    meglio se è di tipo adatto, la curva di carica è leggermente diversa dalle altre batterie,
    mentre la compatibilità con la circuiteria di auto e moto invece è totale).
     
  2. #42andrea-cesenat,8 Settembre 2013
    Ultima modifica: 8 Settembre 2013
    ho smontato due alternatori e le cose sono sistemate allo stesso modo e infatti si vedono il W2 U2 V2 collegati insieme anche se vanno dopo su un filo alla scatola e il U1 V2 W2 andare al ponte radrizzatore.
    Le bobine del rotore sono infatti a guardarci bene non in serie ma pinzati ai diodi o per lo meno a quello che compone il ponte radrizzatore, sono costruite le bobine pari ai motori trifase a due poli.
    Il rotore è continuamente alimentato o perlomeno pilotato da avere lungo tutto il perimetro del rotore diversi cambi di polarità per creare l'induzione nello statore, perchè per creare la corrente con questo sistema bisogna cambiare la polarità continuamente, altrimenti non si crea una f.e.m. e alternata.
    foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 1foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 2foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 3foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 4foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 5foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 6foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 7foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 8
    All'uscita noi morsettiamo un cavo che porta alla batteria da quello grosso in rame che si vede sull'ultima foto a dx e in genere si usano dei dadi del 12 o 13, la massa è la carcassa dove infatti il ponte radrizzatore ci ponta la massa, il regolatore regola solo il rotore e di conseguenza lo statore genera corrente alternata trifase che viene raddrizzata.
     
  3. Hai trovato il regolatore di corrente o ... il tuo professore?


    :decoccio:
     
  4. naaa, mi sono messo a smontare l'alternatore orami avevo capito che avevo un'altra idea e invece era un trifase, il bello del forum :D

    ringrazio per la discussione
    Iachalfa
    M@urizio
    Paolo.tnt
     
  5. Re: Quale batteria per Alfa 156 JTD?


    infatti io ho montato un alternatore da 100 ah su batteria da 80 anche vero che non ho trovato altro ma comunque mi è andata bene....:)
     
  6. Re: Quale batteria per Alfa 156 JTD?

    Potevi montarne uno da 30 oppure da 300 che ai fine della durata della batteria ti andava bene comunque... :)

    Inviato dal mio GT-I9100 con Tapatalk 2
     
  7. Re: Quale batteria per Alfa 156 JTD?

    sicuramente,ma quello ho trovato e ringrazio pure il meccanico amico che me lo ha trovato...altrimenti sarei stato costretto a doverne comprare uno a 240 € revisionato più la manodopera......;)
     
  8. Re: Alternatore rumoroso? Batteria bassa tensione consiglio ricambio

    Ricapitolando:

    - L'alternatore è rumoroso. Verificare il funzionamento tramite tester e cambiare i cuscinetti (e le spazzole).
    Domanda: quanto può costarmi l'operazione di sostituzione di cuscinetti e spazzole da un elettrauto?

    Io ho sto giocattolino qua comprato per la kalos di mammà poiché a volte dimenticava di spegnere i fari e un jump starter poteva far comodo. Devo capire se mi legge anche la tensione:

    foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 9

    - Nel caso si procedesse alla sostituzione è consigliabile prendere un alternatore rigenerato anche non di marca con garanzia tipo questo?
    Alternator Alfa Romeo Fiat Lancia Bosch 0986042780 - MPR Parts

    - Come verifico che alternatore ho sulla mia auto?
    È una 156 TwinSpark del 1998, se vado su eper a questo link vedo una decina di alternatori diversi. Eppure ho inserito marca, modello, anno di produzione della mia Alfa
    FIAT ePER
    Purtroppo se inserisco il numero di telaio su eper mi dà errore
    foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 10

    - Comunque sia la batteria è da cambiare
     
  9. #49andrea-cesenat,19 Giugno 2015
    Ultima modifica: 19 Giugno 2015
    La salute della nostra batteria

    Le nostre batteria sono composte da 6 celle pinzate tra loro in serie da moliplicare X 6 il voltaggio che si crea in ciascuna.
    Queste celle sono composte da diversi cadoti e anodi avvicinati tra loro per dare gli Ampere, infatti non conta lo spessore, ma quanta superficie è esposta tra i due elementi.
    Gli elementi sono composti al polo positivo da piombo ossidato, infatti si chiama diossido di piombo ( PbO² ) e piombo puro ( Pb ) al negativo però non basta immegerli nell'acqua distillata, ci vuole un'acido o un sale per usare la corrente della batteria inescando una reazione chimica.
    Una batteria al piombo potrebbe funzionare con bicarbonato di sodio, solfato d'alluminio (batteria alcalina) per esempio che sono due sali basici e molto meno tossiche dell'acido, soltanto che non erogano gli stessi Ah e a voltaggi minori, 6V e 11,7V.
    Noi quando acquistiamo una batteria al piombo, questa è composta dai soliti elementi citati sopra e una soluzione di acqua distillata con il 40% di acido solforico in condizioni di batteria carica 12,6V circa e man mano che si scarica oltre a scendere di voltaggio l'acido si “divide” e una parte va al cadoto una parte all'anodo lasciando sempre una maggiore percentuale di acqua fino alla saturazione delle piastre, infatti le nuove batterie sigillate hanno una pallina, perchè a secondo della soluzione ha una densità diversa e questa può galeggiare come sprofondare.
    Il problema noto delle batterie al piombo in acido liquido è proprio l'autoscarica, dove senza usare la corrente che si crea durante la reazione chimica, il processo si accelera o rallenta anche in base alla temperatura esterna, l'acido si divide lo stesso.
    Se misuriamo una batteria carica in salute è sui 12,7V e col tempo scende e quando arriva sui 12V bisogna caricarla altrimenti entra in quel processo di “solfatazione” tant'è vero che se raggiunge 11,7V è a rischio dopo una ricarica che non possa avviare il motorino d'avviamento e sotto quella soglia si dichiara batteria solfatata.
    Si vede che sono solfatate perchè tendono a essere biancastre
    foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 17
    Quindi il modo migliore per far sì che duri una batteria è quella di usarla parzialmente, controllare che sia sempre a livello ( se non sono quelle sigillate ) e se sta per un periodo ferma l'auto è consigliabile staccare la massa.
    In genere una batteria dura dai 5 ai 7/8 anni, non c'è una regola, perchè dipende anche da come viene usata, se a motore spento tipo ascoltare la radio o altro oppure dopo l'avvio si ha sempre usato tutto il resto dopo dove interviene l'alternatore e la batteria diventa un condenatore.
    Però ce ne accorgiamo che incomincia a perdere colpi quando all'avvio successivo è fiacco il motorino d'avviamento e più aspettiamo e più si rischia che non si avvii l'auto oppure dopo aver spento se misuriamo è sui 12V, ciò vuol dire che anche caricando non riusciamo a caricarla perchè gli elementi stanno diventando saturi, solfatati.
    Il vataggio delle batterie al gel al piombo rispetto ad acido liquido è che non le lascia mai scoperte, perchè l'acqua che evapora non c'è e di conseguenza la percentuale di soluzione è sempre stecnometrica allungato la vita delle batterie e riduce anche le dimensioni a costi maggiori però.
    La soltatazione è un processo che con l'alternatore diventa irreversibile, perchè sul cadoto si formano i cristalli di zolfo ed è una cristallizzazione poco conducente di corrente impedendo nel processo inverso all'ossigeno di depositarsi sulla piastra rilasciand lo zolfo, ecco perchè può stare anche una settimana che non la si riprende più.
    Quando una batteria si dichiara solfatata ri recupera solo in un modo, usare un carica batterie particolare chiamato appunto “desolfatore” e consiste ad usare spiegato in soldoni l'impendenza di una bobina caricata a implusi sulla frequenza di 8khz e più, da un'impluso e un'altro questa carica viene “deviata” scaricandosi sul cadoto della batteria e ha la virtù di modularsi da sola a secondo della resistenza che trova, più resiste la batteria e più il picco si inalza anche sopra i 50V.
    foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 12
    Infatti se si misurerebbe con un oscilloscopio si vedrebbe la scresta parecchio alta e una seconda che risponde appena (la batteria che assorbe) e man mano che passa il tempo si vede scendere, segno che la batteria incomincia a rispondere, ma non pensiate che sia un processo di una notte, spesso oltrepassa una settimana mandato 24h di continuo, dove sulle batterie vecchie che hanno i tappi apribili se si aggiunge soltato di camdio e magnesio in percentuali precise in 4gg scarsi c'è il risltato finale.
    foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 13foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 14foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 15foto Il ciclo di ricarica della batteria di un'auto - 16

    Io ho preso in esame una batteria che usa come chimica diossido di piombo su un elemento con piombo puro e acido solforico diluito in acqua, ma anche con altre chimiche tipo litio o alcaline cambia solo il tempo di saturazione, ma il processo è identico, ciè sempre una cristalizzazione che si forma se fa da freno.
     

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